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Tav,Di Maio: Salvini stia tranquillo,Italia ha ben altri problemi

sabato 9 febbraio 2019
1' di lettura

Roma, 6 feb. (askanews) - "Stia tranquillo Matteo Salvini, neanche io l'ho ancora visto". Così Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico M5s, replica a Matteo Salvini che ha lamentato di non aver letto il dossier sulla Tav inviato ai francesi dal ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli. Durante una conferenza stampa alla Camera in occasione del "Restitution day", Di Maio ha detto: "Stia tranquillo il collega vicepremier, neanche io ho l'letto ancora, ma ogni mattina mi sveglio e penso che da Roma a Pescara in treno ci vogliono sette ore o che da Palermo a Catania si fa prima in aereo con scalo a Roma che in auto o in treno, non mi sveglio ogni mattina pensando a questo buco per la Torino-Lione, per collegare italiani e francesi, mi sveglio e penso a come collegare meglio gli italiani con gli italiani, visti i problemi che abbiamo infrastrutturali. Poi verrà il momento in cui leggeremo questa analisi costi-benefici ma ci sono ben altri problemi che dovrebbero condizionare il dibattito pubblico. La leggeremo insieme, ma le posizioni sono ben note, quindi è inutile alimentare il dibattito ogni giorno".

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L'edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con Delega all'innovazione tecnologica, era presente ed è la persona più indicata per parlarne e delineare gli obiettivi: "Relativamente al fascicolo sanitario elettronico bisogna dire che l'Italia è un paese lungo e quindi ci sono delle regioni che vanno più velocemente. Ma la nostra capacità al momento è quella di tenere tutti insieme, premiando quelle che sono le eccellenze e accogliendo le regioni che, per motivi storici, sono più rallentate. Il fascicolo sanitario-elettronico è indispensabile perché rappresenta la storia clinica di ciascuno di noi e consente al medico, ovviamente, di scegliere la cura e la terapia più appropriate".

Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. "Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un'interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l'utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea del GDPR, ma anche dell'AI Act".

L'altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: "Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E' stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c'è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d'attesa, ma è la presa in carico".

Infine, il SSN è come sempre tediato da alcune problematiche di base, come la carenza di personale, l'aumento della domanda e la sostenibilità economica. Ecco quali, secondo Quintavalle, possono essere i modelli organizzativi d'aiuto: "La medicina generale ha dei problemi, specialmente nelle strutture e nelle zone più disagiate, che non sono quelle cittadine. Come fare per superare questo problema? Non dimentichiamo gli operatori sanitari e gli infermieri, così come una programmazione costante, una riformulazione dei bisogni e una revisione di quello che è l'attuale modello, perché va cambiato".

G19+2 Sanità si propone non solo cole convegno, ma come spazio di ascolto, confronto e responsabilità condivisa per costruire una sanità più vicina ai cittadini, più digitale, più trasparente e più capace di rispondere alle disuguaglianze territoriali.

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