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La bussola e il radar, far carriera senza tradire i propri valori

domenica 26 maggio 2019
3' di lettura

Milano, 20 mag. (askanews) - Di quali strumenti abbiamo bisogno per avere una carriera di successo? Quanto conta la laurea rispetto ai soft skills, le cosiddette competenze trasversali di natura personale come l'abilità comunicativa, la corretta gestione del tempo, l'etica del lavoro, la capacità di collaborare? Se ne è parlato presso la sede di Manpowergroup Italia in un panel di esperti, tra cui Paolo Gallo, executive coach, ex direttore delle risorse Umane del World economic forum e autore del saggio "The compass and the radar". "C'è bisogno di tutti e due gli strumenti. Il radar è la capacità di capire l'ambiente circostante, anticipare i grandi cambiamenti che succedono in questo momento. Si parla di quarta rivoluzione industriale. Il compass, la bussola, è avere un sistema di valori morali che ti permettono di fare delle scelte consapevoli in un momento abbastanza confusionario". A chi si accinge a intraprendere una carriera di lavoro Gallo ha offerto poi anche dei consigli. "Avere un sistema di valori che sia allineato con quello dell'organizzazione e del valore che sta facendo. In altre parole: non tradirsi. Quindi per me il concetto di libertà è legato all'essere autentico, a chi tu sei come individuo, prima ancora che come professionista". Riccardo Barberis, Ad di Manpowergroup Italia ha spiegato invece come gestire il proprio percorso lavorativo. "Non c'è dubbio che ancora oggi riflettiamo molto sul tema del talento e sull'appropriarsi del proprio percorso di carriera. Nel ciclo economico sempre più breve, anche le competenze stanno subendo una pressione sul loro ritmo di obsolescenza. Quindi la parola chiave è 'learnability', cioè la capacità di costruirsi il proprio percorso confidando sulla continua individuale scelta di un continuo apprendimento". Rivoluzione dell'industria 4.0 ed evoluzione tecnologica incidono anche sul percorso del lavoratore e di organizzazione aziendale. "La velocità del cambiamento è quella che sottopone oggi ai maggiori rischi di obsolescenza delle competenze. Perché già Calvino nelle 'Lezioni americane' parlava della velocità del cambiamento, ma era il 1900. Il tema dell'intensità della velocità di oggi è legata non solo all'innovazione tecnologica ma alla necessità che sia una rivoluzione umana dal punto di vista delle soft skills, che saranno la vera differenza". E nello specifico delle soft skills si è espresso anche Steve Trow, Director Finance and Administration di HCP Italy - Hermès. "Quando assumo delle persone, dico che la cosa fondamentale è portare la voglia e la motivazione, perché noi possiamo fare la formazione, ma non possiamo stimolare la voglia di una persona, deve essere lei a portare quella voglia di lavorare e di crescere, noi possiamo aiutare e accompagnare, però tutto deve partire dalla persona". Il mondo del lavoro, insomma, si muove e cambia in continuazione, al passo con la tecnolgia, strumento decisivo, ma comunque - come ci ha spiegato Antonio Andreotti, direttore HR di Iren SpA - da gestire con consapevolezza. "La grande sfida che c'è oggi è provare a gestire questo cambiamento culturale, che poi è apertura, curiosità, anche volontà di uscire dai modi tradizionali di fare, che ci consentono le nuove tecnologie, quindi bisogna fare questo passo prima: provare a cambiare noi stessi e le aziende hanno il dovere di accompagnare le persone in questo e quindi saremo in grado di usare al meglio l'innovazioe tecnologica che nel nostro caso non produciamo, ma dobbiamo saper usare".

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