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Dolore cronico moderato, gestirlo per migliorare qualità di vita

domenica 26 maggio 2019
3' di lettura

Roma, 20 mag. (askanews) - Si protrae oltre i tempi normali di guarigione di una lesione o di un'infiammazione e perdura per anni. È il dolore cronico, che mina la qualità della vita, sia dal punto di vista fisico che psicologico e affligge il 25% degli italiani. Il dolore cronico moderato è una malattia che necessita di adeguate terapie, come è emerso dall'incontro organizzato da Sandoz, durante il quale sono state presentate due ricerche focalizzate sul dolore cronico moderato. La ricerca della Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, si è focalizzata sugli anziani, interpellando i geriatri che operano nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) o in altre strutture come ambulatori Asl e ospedali. Ecco cosa è emerso nelle parole di Nicoletta Orthmann, coordinatrice medico-scientifica della Fondazione. "I numeri della nostra ricerca evidenziano come oltre la metà dei pazienti anziani visitati in un mese soffra di dolore cronico prevalentemente di entità moderata. Per quanto riguarda le strategie terapeutiche che vengono messe in atto da parte dei geriatri - prosegue Orthmann - se dal punto di vista teorico c'è una propensione positiva verso gli oppiacei che vengono identificati come scelta terapeutica migliore perché impatta positivamente sulla qualità della vita, andando poi a chiedere quali sono le classi di farmaci più prescritte nella pratica, si evidenzia il fatto che ancora il paracetamolo è protagonista, che i FANS sono ancora molto prescritti. Quindi vi è ancora un certo vuoto da colmare per facilitare l'accesso agli oppiacei anche del paziente anziano che merita di poter guadagnare in termini di qualità di vita, come i pazienti giovani". Oppioidi disponibili in diverse formulazioni, tra cui il cerotto transdermico a base di buprenorfina di Sandoz valutato positivamente dal 78% dei geriatri dell'indagine Onda. E ritenuti una importante risorsa anche dagli specialisti interpellati dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) per la ricerca condotta negli ambulatori di terapia del dolore. Ambulatori a cui si rivolgono sempre più persone, come evidenzia Consalvo Mattia, professore associato di Anestesia, Rianimazione e Medicina del dolore della Sapienza di Roma: "Mediamente vediamo tra le 20 e le 40 nuove visite al mese, più le visite di controllo, e la percentuale di pazienti che afferiscono sta aumentando nel tempo per quanto riguarda pazienti tra i 60 e i 70 anni, prevalentemente donne. Sono ancora pazienti attivi, che vogliono essere attivi nel lavoro e nella società e chiedono perciò a noi terapisti del dolore farmaci che siano in grado di controllare il dolore moderato con ridotti effetti collaterali. E questo - conclude - è lo sforzo che stiamo facendo in collaborazione con le società farmaceutiche proprio per individuare un punto di equilibrio che dia la possibilità a questi pazienti di mantenere il più possibile un normale stile di vita". Sforzo che vede l'impegno di Sandoz, come spiega Paolo Fedeli, Medical Director dell'azienda farmaceutica: "Il dolore cronico moderato rappresenta un'esigenza di salute, soprattutto in termini di qualità di vita del paziente. Sandoz è impegnata a trovare soluzioni per i pazienti e garantire anche la disponibilità di molecole che, magari in commercio già da un po' di anni, possono essere riformulate, riproposte in modo da incontrare le esigenze del paziente".

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