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A Umbria Jazz Winter 27 l'omaggio ai Beatles con John Scofield

sabato 7 dicembre 2019
2' di lettura

Roma, 4 dic. (askanews) - La magia di Orvieto si rinnova anche quest'anno, dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020, con la 27esima edizione di Umbria Jazz Winter. Cinque giorni di musica da mezzogiorno a notte fonda, 90 eventi, sette location nel centro storico dell'incantevole città umbra, 30 band, più di 150 musicisti, come da tradizione una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano: Danilo Rea, Paolo Fresu, Antonello Salis, Dino Rubino, Giovanni Guidi, Greta Panettieri, Pietro Odorici, Francesco Diodati, Roberto Gatto, Dario Deidda, Ellade Bandini e Massimo Moriconi, impossibile citarli tutti. Il patron del festival, che ha ideato anche Umbria Jazz a Perugia, Carlo Pagnotta, a margine della presentazione a Roma: "La formula guai a toccarla, anche quella di Perugia. È sempre un divertimento perché come dicevo prima c'è il vantaggio che puoi mettere insieme degli artisti che non è possibile fare in estate, perché sono tutti leader e ognuno gira con il proprio gruppo". Tra le star internazionali quest'anno il chitarrista John Scofield, che negli ani 80 suonò nella band di Miles Davis, protagonista di un progetto sui Beatles (The Magic and the mistery of the Beatles, per i 50 anni di "Abbey Road") con la Umbria Jazz Orchestra e l'Orchestra da camera di Perugia diretti da Gil Goldstein: "I progetti nostri bisogna pensarci prima, non che a uno come John Scofield glielo dici tre mesi prima, è un anno che stiamo lavorando a una cosa del genere. Normalmente verso Pasqua il programma di Orvieto è già completo". Tra gli artisti internazionali, un summit del vibrafono, (con Joel Ross, Warren Wolf e Joe Locke), il gruppo vocale The New Orleans Mystics, il pianista di New Orleans Sullivan Fortner con special guest la tap dancer Michela Marino Lerman, il pianista lanciato da Wynton Marsalis Isaiah Thompson, la cantante Dena De Rose con il suo quartetto e il trombonista italo-americano Michael Supnick. Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti e si possono ascoltare più volte durante i cinque giorni di festival, alcuni anche in formazioni e progetti diversi. Ne nasce inevitabilmente un confronto tra il jazz mondiale e quello italiano, secondo il sassofonista Rosario Giuliani, che a Umbria Jazz Winter 2019 presenta il suo progetto con Joe Locke "Love in Translation": "Rappresenta un incontro con tante culture, ci sono musicisti provenienti da tante parti del mondo, c'è la possibilità di incontrare tanti musicisti che in un'altra situazione sarebbe veramente complicato e difficile sia ascoltarli che incontrarli". Centrale come sempre il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno il pomeriggio nel Duomo. Con una novità quest'anno. La neo-sindaca Roberta Tardani: "Quest'anno per la prima volta sarà possibile visitare all'interno del Duomo di Orvieto i santi protettori della città e le statue degli apostoli che dopo 122 anni sono state riposizionate nel loro luogo originario. Una cattedrale come non è mai stata vista fino ad ora, un'emozione in più per chi verrà a visitare Orvieto".

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