CATEGORIE

Commercio, Delespaul confermato presidente Chambre in Italia

sabato 6 luglio 2019
3' di lettura

Milano, 3 lug. (askanews) - Nonostante gli attriti politici tra i due Paesi, le imprese italiane e francesi continuano a considerarsi reciprocamente strategiche per lo sviluppo della propria attività, con gli scambi commerciali tra le imprese di Italia e Francia in crescita. Lo rivela un indagine dell Istituto Piepoli, commissionata dalla Chambre, la Camera di commercio francese in Italia, presentata in occasione della riconferma di Denis Delespaul come presidente. Secondo il sondaggio, il 36% delle aziende italiane e il 33% di quelle francesi rilevano una crescita del proprio fatturato grazie alle proprie attività nel Paese partner. Per quanto riguarda l interesse a svilupparvi ulteriormente le attività, le aziende italiane esprimono per il 36% un parere favorevole, quelle francesi per il 27%. Delespaul, al secondo mandato, spiega gli obiettivi della Chambre e lo stato delle relazioni economiche tra imprese italiane e d'Oltralpe. "Prima di tutto è un gran piacere essere eletto presidente della Camera di Commercio francese, che esiste in Italia dal 1885, quindi è una grande responsabilità e un grande onore per me - ha detto Delespaul - . La (missione ndr) di Chambre de commerce francese in Italia è di far di tutto per far crescere la cooperazione economica e di business tra Francia e Italia". "Abbiamo fatto recentemente - ha aggiunto il presidente di Chambre - un sondaggio con l'Istituto Piepoli, la domanda è stata fatta a cento imprese italiane e cento imprese francesi. 'Avete avuto un impatto per gli attriti politici fra Italia e Francia?'. La risposta, per l'ottanta per cento, anzi un po' di più, è stata no. Quindi gli affari vanno, la politica va dalla sua parte". Come si svilupperà l'attività della Chambre nel prossimo triennio? "L'obiettivo - ha spiegato Delespaul - è su tre assi: uno, rinforzare la posizione della Camera di Commercio, che ha già 306 soci e il 90 per cento di aziende, con pochi consulenti e poche società individuali. Rinforzare questo. Stabilire sui servizi una qualità superiore. Crescere. La Chambre di Commercio in Italia è una associazione non profit ma dobbiamo crescere per permetterci di avere più mezzi e sviluppare le nostre attività. E terzo asse: l'innovazione, cioè creare club sulle startup per creare l'innovazione. Il mondo cambia, la Chambre de commerce deve seguire questo cambiamento". Secondo il sondaggio, un'azienda italiana su cinque accoglierebbe positivamente l ingresso di capitali francesi all interno della propria compagine e il 53% delle aziende italiane e il 56% di quelle francesi ritiene che gli oltre 50 miliardi di investimenti da parte di imprese e gruppi d'oltralpe su aziende italiane siano vantaggiosi per entrambi i Paesi. Insieme a Delespaul mantiene la carica di amministratore delegato Cécile Bourland. Che spiega i prossimi passi della Chambre. "Le attività che pensiamo di fare in questi prossimi tre anni riguardano prima i soci, francesi e italiani. Cercheremo - ha detto - di attirare molti più soci italiani, di non stare solo a Milano ma andare in altre zone dell'Italia, come abbiamo fatto a inizio anno a Vicenza, abbiamo lavorato assieme alle regioni, faremo la stessa cosa con altre regioni per attirare società italiane. Faremo anche degli eventi per queste società, per fargli scoprire come la Chambre può li può aiutare a dare visibilità su un evento particolare, che sia una colazione, un pranzo, una cena, attirando sia società italiane che francesi in Italia".

tag

Ti potrebbero interessare

Crocus City Hall di Mosca, giovedì il verdetto russo sull'attentato

Mosca, 10 mar. (askanews) - La sala concerti Crocus City Hall di Mosca è stata teatro di una sparatoria di massa nel marzo 2024 rivendicata dallo Stato Islamico (ISIS), che ha causato 145 morti e centinaia di feriti. Il tribunale emetterà il suo verdetto il 12 marzo contro quattro presunti autori dell'attacco, tutti originari del Tagikistan, e altri 15 presunti complici. Durante l'attacco, durato circa 20 minuti, gli aggressori hanno appiccato il fuoco all'edificio prima di darsi alla fuga, riportando la Russia in uno scenario di terrore, come in passato via via negli anni si sono viste le bombe nei palazzi in Russia (1999), la strage di Beslan (2004) e l'attentato a un altro teatro, il Dubrovka nel 2002, oltre all'ordigno in piazza Pushkin nel 2000.

L'attacco terroristico del 22 marzo alla sala concerti di Mosca è stato il più mortale in Russia da quasi due decenni e ha visto da parte del potere centrale un tentativo opportunistico di attribuire la responsabilità all'Ucraina.

TMNews

La nave da guerra britannica Dragon salpa verso il Mediterraneo

Portsmouth (Inghilterra), 10 mar. (askanews) - La nave da guerra britannica Hms Dragon è salpata da Portsmouth, nell'Inghilterra del Sud per il Mediterraneo orientale, con l'obiettivo di "rafforzare le difese britanniche nella regione", e proteggere Cipro, nel contesto del conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran.

La partenza del cacciatorpediniere Type 45 dal suo porto di Portsmouth avviene il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la guerra, iniziata il 28 febbraio, finirà "presto" e ha criticato la posizione del premier britannico Starmer: "Avrebbe dovuto aiutare", ha detto, aggiungendo che gli Usa non ne hanno più bisogno.

TMNews

Iran, i curdi nel nord dell'Iraq: "Aspettiamo il momento giusto"

Erbil (Iraq), 10 mar. (askanews) - Nel contesto della crisi mediorientale attuale, esplosa con i massicci attacchi di Usa e Israele che hanno provocato la rappresaglia iraniana sui Paesi del Golfo e non solo, i ribelli curdi iraniani rappresentano un fronte interno critico per Teheran. Mentre l'Iran è impegnato in questa escalation multi-frontale, i curdi del PJAK (Partito per una Vita Libera in Kurdistan) - con basi nel Kurdistan iracheno, una regione autonoma nel nord dell'Iraq - rafforzano la loro minaccia separatista, potendo sfruttare le distrazioni del regime.

I combattenti ribelli curdi, parlando da una base vicino a Erbil recentemente colpita da un attacco di droni iraniani; affermano che torneranno in Iran per combattere il regime "quando sarà il momento giusto", afferma Efsane Rahimi, donna dell'Organizzazione per la lotta del Kurdistan iraniano.

"Per ora, non è stato ritenuto opportuno lanciare un attacco di terra, motivo per cui non è stato effettuato. Ma quando arriverà il momento, torneremo sicuramente all'interno del Paese e ci opporremo al regime con tutte le nostre forze."

Huseyin Babasex, Segretario Generale dell'Organizzazione Iraniana per la Lotta del Kurdistan: "Questo è un campo per famiglie, ma le famiglie non vivono più qui dopo l'attacco. Erano molte. Subito dopo il bombardamento, a causa degli attacchi con droni e missili, abbiamo evacuato tutti."

Questi attacchi iraniani su basi curde, parte della stessa strategia di ritorsione regionale, evidenziano la vulnerabilità di Teheran su più teatri, con i curdi che attendono il "momento giusto" per colpire dall'interno, forse incoraggiati dagli Usa.

"Se qualcuno di esterno volesse aiutarci, gliene saremmo molto grati, ma anche senza quell'aiuto, perché non ne abbiamo ricevuto alcuno per 47 anni, continueremo la nostra lotta contro il regime. Il nostro motto è: non cesseremo la lotta finché il regime non sarà rovesciato."

In mezzo a questa guerra su vasta scala che paralizza il Golfo e indebolisce l'Iran economicamente e militarmente, i curdi iraniani potrebbero diventare il tallone d'Achille decisivo per il regime, con le dichiarazioni (forse volutamente) contraddittorie della Casa Bianca che alimentano speculazioni su un possibile appoggio Usa, amplificando le pressioni esterne.

TMNews

Von der Leyen: 200 milioni di euro per tecnologie nucleari innovative

Milano, 10 mar. (askanews) - "Dobbiamo mobilitare gli investimenti e oggi posso annunciare che creeremo una garanzia da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti in tecnologie nucleari innovative; le risorse proverranno dal nostro sistema di scambio di quote di emissione. Non solo ridurremo il rischio degli investimenti in queste tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma vogliamo anche dare un segnale chiaro ad altri investitori affinché aderiscano". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al vertice sul nucleare civile tenutosi nei pressi di Parigi.

TMNews