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Caos Usa sulla Siria, Trump fa marcia indietro sul ritiro

sabato 12 ottobre 2019
1' di lettura

Washington, 8 ott. (askanews) - Prima l'annuncio della Casa Bianca sul ritiro, con il via libera Usa all'operazione della Turchia contro i curdi nel Nord della Siria. Poi una rapida marcia indietro e persino le minacce: nessun ritiro delle truppe statunitensi, ma solo un ridispiegamento di 50-100 membri delle forze speciali "in altre basi" dell'area. E se la Turchia supererà il limite - parola di presidente - "distruggerò totalmente la sua economia", ha scritto su Twitter. Nel giro di qualche ora, Donald Trump cambia la sua strategia sulla Siria e manda in tilt l'intera politica Usa sulla regione, finendo per scontentare tutti: i democratici; i curdi; il presidente turco Erdogan; e persino la maggioranza degli stessi repubblicani, che non hanno condiviso il suo iniziale annuncio sul ritiro. Solo lunedì Trump aveva detto che è giunta l"ora per noi di uscire da queste ridicole guerre senza fine, molte delle quali tribali, e di riportare a casa i nostri soldati". Per poi correggere il tiro poche ore dopo. Intanto da Ankara fanno sapere che tutti i preparativi per l'operazione militare della Turchia nel Nord-Est della Siria si sono conclusi. E l'operazione potrebbe iniziare in qualsiasi momento.

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"Deve cessare ogni persecuzione contro il presidente Gustavo Petro e rinunciare a qualsiasi tentativo di estradarlo - ha proseguito Cepeda - Deve cessare la persecuzione contro gli oppositori politici e smettere di incoraggiare azioni giudiziarie da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti".

"Come sapete, e come è noto pubblicamente, Abelardo de la Espriella ha la cittadinanza statunitense. Per ottenerla ha prestato giuramento di naturalizzazione in quel Paese, e questo comporta inevitabilmente impegni e obblighi che diventano incompatibili", ha concluso Cepeda.

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