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Sostenibilità e business: la sfida per le imprese del futuro

sabato 12 ottobre 2019
3' di lettura

Roma, 8 ott. (askanews) - Coniugare strategie che siano allo stesso tempo sostenibili e con un impatto positivo sul proprio business. Questa la sfida imprescindibile cui sono chiamate le imprese. Se ne è parlato nel corso del convegno, "Make sustainable&impactful strategy happen" organizzato da Luiss Business School. Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School: "Il punto fondamentale è che bisogna agire insieme, di concerto, tra istituzioni, investitori, aziende, accademia, per poter in qualche modo proporre questo valore non solo in maniera disorganica e individuale ma in maniera organica e sistematica. Noi come Business school della Luiss stiamo investendo sull'etica, la responsabilità e la sostenibilità come elemento centrale della formazione del modello culturale dei leader di oggi e di domani. Il nostro claim principale è Leader for a Better World ". Parlando di obiettivi finanziari e sociali, Boccardelli ha sottolineato come questi due aspetti siano oramai inscindibili: "Le due cose insieme sono ormai assolutamente unite e sinergiche e non è possibile immaginare qualunque progetto di investimento che non sia rivolto a realizzare entrambi gli obiettivi". Fino a poco tempo fa la consapevolezza da parte delle imprese dell importanza della sostenibilità per la loro crescita era diffusa a macchia di leopardo ma ora le cose sono cambiate. "Oggi se uno guarda tutto il panorama delle imprese direi che c è un unanime considerazione di questo elemento". Del connubio tra sostenibilità e strategie impattanti ha parlato anche Robert G. Eccles, professore all'Università di Oxford: "Una domanda molto importante che gli investitori si stanno ponendo oggi sulle aziende e che non si ponevano fino a 4-5 anni fa, è se queste hanno una strategia di sostenibilità e qual è il loro impatto sul nostro pianeta. Questi due aspetti sono diversi tra di loro". "Quindi da un lato c'è la buona notizia rappresentata dal fatto dell accresciuta responsabilità sociale delle imprese e dal ritorno per gli azionisti e dall altro non possiamo non tenere in considerazione il ruolo dell impatto che queste azioni hanno sul business delle imprese stesse, sugli stakeholders e sull ambiente. E un dilemma complicato". Il punto di vista delle imprese, che sono poi il soggetto principale di questa nuova visione è stato esposto da Luca Dal Fabbro, presidente Snam. "L'umanità ha davanti una sfida e anche un opportunità. La sfida è: dobbiamo intervenire". "Quindi cosa fare? Diciamo che ormai le realtà finanziarie più importanti si sono accorte che nel lungo periodo premiano le società che investono nella sostenibilità". "Noi produciamo miliardi di tonnellate di consumo l'anno che vengono buttate in discarica. poche vengono bruciate e riutilizzate. Quindi il prodotto deve essere ridisegnato". "Cioè, la civiltà del consumo è finita. Quella che negli anni 50 era la civiltà che ha permesso il benessere a moltissime frange della popolazione in Europa e nel mondo oggi non è più sostenibile". Quanto a Snam, Dal Fabbro ha spiegato: "Snam è una delle società più impegnate sul tema della sostenibilità. Abbiamo lanciato il progetto Snam-Tech che prevede 850 mln di investimenti in settori strategici come l'efficienza energetica, il bio metano, e anche sistemi informatici e reti neurali per prevedere il consumo". "Non siamo solo impegnati solo dal punto di vista degli investimenti. Abbiamo creato con questa nuova consiliatura un comitato ad hoc sui fattori Esg (Enviromental and social governance), perché riteniamo che sia molto importante pensare non solo agli investimenti ma anche fare in modo che i fattori ambientali, di sostenibilità, sociali e di governance possano dialogare insieme".

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