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Cibo sprecato: per ristoratori e clienti è ora di collaborare

sabato 12 ottobre 2019
2' di lettura

Milano, 9 ott. (askanews) - Cibo sprecato al ristorante: ospiti e ristoratori si rimpallano le responsabilità. Per i primi è colpa di chi prepara porzioni troppo grandi e con poca attenzione alle possibilità di recupero; per i ristoratori è colpa degli ospiti che non capiscono il lavoro fatto in cucina e l'impegno messo nell'evitare sprechi già al momento della preparazione. E' quanto è emerso dalla ricerca "Metronomo 2019" presentata al Salone della Csr e dell'innovazione sociale da Metro Italia. "Solo l'undici per cento dei consumatori si ritiene responsabile degli avanzi dei pasti non consumati - dice Milvia Panico, responsabile Comunicazione e Csr di Metro Italia - Questo che cosa vuol dire? La restante parte, ovvero la stragrande maggioranza, ritiene che sia responsabilità del ristoratore. Il ristoratore ritiene d'altro canto di mettere in atto tutta una serie di pratiche che però vengono svolte ex ante, cioè a monte. Quindi emerge una scarsa comunicazione tra ristoratori e consumatori che insieme possono comunicare per un obiettivo comune che è quello di ridurre gli sprechi". Secondo la ricerca, almeno un ristoratore italiano su tre è già impegnato attivamente in programmi e attività di riduzione dello spreco. Tuttavia, ogni settimana dalle cucine dei ristoranti finiscono in pattumiera almeno 600 litri di scarto alimentare. E' dunque il caso che consumatori e ristoratori facciano uno sforzo per comprendersi, e uniscano le forze contro lo spreco. "I ristoratori devono continuare ad andare incontro alle esigenze dei consumatori che sono quelle di essere più informati sulle buone pratiche che vengono messe in atto per la riduzione degli sprechi alimentari - sottolinea Panico - E d'altro canto il consumatore deve mostrarsi più propenso a proporre delle soluzioni come, per esempio, la richiesta della doggy bag per il cibo avanzato. Sia i consumatori che i ristoratori nell'ottanta per cento dei casi ritengono che sia una buona soluzione, ma in Italia è ancora poco praticata per questioni di imbarazzo, o anche di scarsa praticità nella conservazione del cibo". La ricerca presentata da Metro al Salone della Csr 2019 e focalizzata sui comportamenti dei ristoratori, segue un'analoga indagine svolta lo scorso anno ma tesa a misurare le attitudini dei consumatori. "L'impegno di Metro sul fronte della sostenibilità è innanzitutto sulla donazione di eccedenze alimentari che noi facciamo direttamente da tutti i nostri 49 punti vendita. Abbiamo donato ad oggi un valore pari a 9,4 milioni di euro di prodotti. Collaboriamo con il Banco Alimentare dal 2010 con grande successo. E quello che cerchiamo di fare, buttando il cuore un po' oltre l'ostacolo, è fare continuamente ricerche sulla sostenibilità nell'ambito della ristorazione dove non ci sono strutture che consentano di supportare al meglio i ristoratori nella gestione dello spreco".

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