CATEGORIE

Turchia: "Pronti all'offensiva, a breve nostri soldati in Siria"

sabato 12 ottobre 2019
1' di lettura

Roma, 9 ott. (askanews) - È tesa la situazione tra i curdi e la Turchia. Ankara, attraverso il ministero della Difesa, ha fatto sapere di essere pronta a lanciare la sua offensiva contro le milizie curde nel Nord della Siria, dicendo che i soldati "attraverseranno a breve il confine" tra i due Paesi e spiegando di aver già completato "tutti i preparativi per l'operazione". Sono stati inviati rinforzi, carri armati e veicoli blindati lungo la linea di confine. Una strategia che fa seguito all'annuncio, poi parzialmente ritrattato, del presidente americano Donald Trump di ritiro delle truppe americane dal Paese. Un annuncio che di fatto ha destabilizzato soprattutto i curdi delle Forze siriane democratiche (Sdf) che hanno combattuto contro l'Isis, sostenuti fino ad ora dagli Stati Uniti. L'esercito turco ha già bombardato una delle loro posizioni, hanno scritto su Twitter i curdi, riferendosi alla città di confine di Ras al-Ain. In passato c'erano già stati brevi scontri tra le forze turche e siriane al confine, non è detto quindi che il bombardamento sia il preludio alla vasta operazione annunciata dalla Turchia. Intanto, le autorità semi-autonome curde in Siria hanno lanciato "una mobilitazione generale di tre giorni" per far fronte alle minacce di un'offensiva turca, esortando i residenti del Nord-Est a "resistere". "Proclamiamo uno stato di mobilitazione generale per tre giorni nella Siria Nordorientale", ha dichiarato l'amministrazione semi-autonoma curda in una nota, "Chiediamo alla nostra gente di andare nell'area di confine per garantire resistenza in questo delicato momento storico."

tag

Ti potrebbero interessare

La Principessa Kate sulle vette inglesi per sensibilizzare sul cancro

Milano, 29 giu. (askanews) - La principessa Kate, in remissione dal cancro, spiega sui suoi social media perché ha scalato le vette più alte di Inghilterra, Galles e Scozia in 24 ore per promuovere un approccio olistico alla cura del cancro: "Molte persone mi hanno chiesto perché ho deciso di affrontare questa sfida, e in parte è una questione personale - ha detto in un video diffuso sui scoial - Sono grata di essere qui, di avere la forza di affrontare queste colline. Ma soprattutto, voglio dare qualcosa in cambio e riconoscere l'incredibile lavoro che viene svolto in tutto il Paese. Ho incontrato persone straordinarie, persone che convivono con il cancro e che lo hanno superato, e so per esperienza personale quanto sia difficile questo percorso. Volevo davvero cogliere questa opportunità per dare il mio contributo a tutto il meraviglioso lavoro che viene svolto. In particolare, per sostenere la Royal Marsden Cancer Charity, un'organizzazione a cui tengo molto e che svolge un lavoro straordinario a supporto di chi convive con la malattia e di chi l'ha superata."

TMNews

Nasce la Nazionale vini italiana con Coldiretti a New York

New York, 29 giu. (askanews) - Il vino italiano come ambasciatore del Made in Italy, simbolo di cultura, identità, territorio e consumo consapevole. Nasce con questo obiettivo la Nazionale vini italiana, il progetto promosso da Coldiretti in occasione dei Mondiali di Calcio per rafforzare la presenza e la percezione del vino tricolore sui mercati internazionali, a partire dagli Stati Uniti, attraverso un'azione integrata di promozione, comunicazione e presidio istituzionale. Mentre negli Usa è in corso il torneo che vede purtroppo l'Italia assente, c'è una speciale squadra azzurra composta non da calciatori, ma dalle più prestigiose denominazioni enologiche, che invece vince per qualità e varietà come raccontato in un video emozionale con protagonisti i vini e territori italiani, presentato in anteprima per il Summer Fancy Food di New York.

Un'iniziativa che punta a raccontare al mondo il valore autentico del vino italiano, troppo spesso demonizzato e messo sotto attacco da campagne ideologiche che finiscono per colpire un prodotto simbolo della Dieta Mediterranea, patrimonio dell'Unesco, e uno dei principali ambasciatori dello stile di vita italiano nel mondo.

Il vino non è soltanto un prodotto agricolo, ma un patrimonio culturale che racchiude storia, tradizioni, paesaggi, biodiversità e lavoro. Dietro ogni bottiglia ci sono territori, famiglie, imprese e comunità che contribuiscono a rendere unico il modello agricolo italiano. Per questo Coldiretti continua a battersi contro ogni tentativo di criminalizzazione del consumo moderato e consapevole, promuovendo invece un approccio fondato sull'educazione, sulla responsabilità e sulla qualità.

Il progetto La Nazionale vini italiana nasce proprio da questa visione e utilizza il linguaggio universale del calcio per raccontare l'Italia del vino. Dal Barolo, portiere monumentale e sicuro, al Sagrantino e al Brunello schierati in difesa, fino al Chianti Classico regista del centrocampo, al Prosecco numero dieci capace di conquistare l'America al primo sorso e all'Amarone, fuoriclasse delle grandi occasioni. Una squadra ideale, con la "panchina" lunghissima degli oltre 500 vitigni autoctoni che arricchiscono il patrimonio enologico nazionale e guardano al mondo.

Perché, come ricorda il progetto, nessun altro Paese può contare su una rosa così ampia e profonda di denominazioni, espressione di una biodiversità vitivinicola unica e irripetibile.

Gli Stati Uniti rappresentano oggi il campionato più difficile e competitivo del mondo per il vino, un mercato strategico dove non basta avere una grande storia alle spalle, ma servono identità, emozione e capacità di fare squadra. Ed è proprio qui che il vino italiano continua a lottare per vincere ogni giorno, nei ristoranti a stelle e strisce così come sulle tavole di milioni di cittadini che scelgono l'Italia non solo per la qualità delle produzioni, ma per ciò che esse rappresentano. Uno stile di vita fondato sulla convivialità, sul legame con il territorio, sulla cultura del cibo e sul consumo consapevole.

TMNews

Slanci, l'esibizione che ha incantato Bologna

Bologna, 29 giu. (askanews) - Non è forte chi non cade, ma chi cade e trova la forza di rialzarsi. Questo il messaggio dell'esibizione Slanci, tenutasi a Piazza Santo Stefano in occasione dei vent'anni di Illumia. Grazie alla oramai consolidata partnership con Bologna Festival, è stato possibile regalare a Bologna e ai bolognesi un momento unico, dove musica danza e poesia si sono unite in un'esibizione unica nel suo genere.

L'intervista al Presidente Illumia, Marco Bernardi: "Per i 20 anni di Illumia abbiamo un po' girato il paradigma: invece di ricevere il regalo, proprio nella logica della nostra azienda, abbiamo preferito farlo noi come capita ormai da 5 anni. Sono 20 anni di salite, di discese, di ripartenze, di inciampi, di risalite. Per questo l'immagine Slanci e l'installazione che vedremo ci ha ispirato come racconto sintetico poetico della nostra storia."

Le parole di Maddalena da Lisca, Sovrintendente e Direttore Artistico di Bologna Festival: "Lo spettacolo di Bourgeois vuole significare cadere, rialzarsi, cadere e rialzarsi questa è la storia di Illumia, per i 20 anni di Illumia ma è la storia di tutti noi, è la storia di sempre solo che la storia nuova di questa sera è che queste cadute e che questi rialzi vengano fatti in tono artistico, poetico."

La performance artistica nasce da un'idea di Yoann Bourgeois, artista francese affermato a livelli internazionali proprio per la capacità di unire danza, circo contemporaneo, teatro fisico e bellezza estetica nelle proprie installazioni.

Ecco il suo commento: "Questa idea mi è venuta nel momento in cui ho realizzato che non ci sono altre vite da vivere. Acquisire la coscienza della morte, e che il nostro tempo non sia infinito, mi ha portato a capire che bisogna scegliere, ogni giorno, il tipo di vita da vivere."

Una storia semplice, dove cadute, salite e momenti di difficoltà sono presenti in maniera costante. Tanto nell'esibizione quanto nella vita di tutti noi, Slanci riesce a mandare un messaggio chiaro e potente: che sia un momento di salita, di stallo o di discesa, conta fare tesoro delle esperienze e andare avanti, in una spirale infinita, quella della vita, che realmente non si ferma mai.

TMNews

Wimbledon, la lunga coda per vedere giocare Serena Williams

Milano, 29 giu. (askanews) - Tende, sedie da campeggio e ore di attesa pur di conquistare un posto sugli spalti di Wimbledon. Decine di appassionati hanno trascorso la notte in coda davanti ai cancelli dello Slam londinese, sperando di assistere ai match più attesi del torneo.

Tra questi c'è il ritorno di Serena Williams, in programma martedì 30 giugno. Per molti tifosi è un'occasione unica per rivedere una delle più grandi campionesse della storia del tennis. "Per me è la più grande di sempre, almeno nel tennis femminile. Sono americano, l'ho vista crescere e volevo esserci per il suo ritorno sul palcoscenico più importante", aggiunge il tifoso americano.

La celebre "Queue" di Wimbledon permette agli spettatori di acquistare i biglietti il giorno stesso, seguendo un sistema di numeri che consente di lasciare temporaneamente la fila senza perdere il proprio posto.

"Ti danno una tessera con il numero della coda. Così puoi andare a mangiare o in bagno e tornare senza perdere il tuo posto", spiega Lucky Moyle. C'è anche chi trasforma l'attesa in un momento di svago, tra partite a carte, caffè e perfino un brindisi. "Abbiamo dormito un po', giocato a carte, bevuto dello champagne. Eravamo preparate", raccontano Kelsey e Anna. Per molti tifosi, la lunga attesa fa ormai parte dell'esperienza di Wimbledon tanto quanto il torneo stesso.

TMNews