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Melissa Anna Bartolini, da "Extravergine" a "1994", con un sogno

sabato 12 ottobre 2019
3' di lettura

Roma 10 ott. (askanews) - In "Extravergine", la serie comedy al femminile in onda su Fox, è Ginevra, bocconiana doc, radical chic alla perenne ricerca dell'uomo perfetto, in "1994", su Sky, interpreta Giovanna Melandri, all'epoca giovane deputato. Un momento d'oro per Melissa Anna Bartolini, 32 anni, fiorentina, che racconta così l'esperienza sul set superpop con la regista Roberta Torre. "E' la coinquilina di Dafne, che è la protagonista, extravergine in senso sessuale... Sono una specie di opposto suo, la peggiore delle amiche che si possano desiderare, però una persona con la quale Dafne crea un profondo senso di famiglia. Il genere può essere definito comedy, il cortocircuito si crea perché dietro c'è l'occhio di Roberta Torre, e Roberta Torre è difficile che si possa definire in un unico aggettivo". A proposito del suo ruolo in "1994" dice: "Mi ci sono proprio tuffata, andando a scavare negli archivi, emeroteche, archivi video, Radio radicale, mi sono rivista tutte le Tribune politiche, in cui c'era Giovanna Melandri e non solo. Mi elettrizzava l'idea di dar corpo a qualcuno che se cammino per strada posso anche incontrare, anche proprio nella mia città, era stranissimo: c'era un senso di gioco ma allo stesso tempo di paura, perché ti senti la responsabilità di raccontare la vita di un altro". Melissa è apparsa in altre serie, come "I delitti del Barlume" e "Romanzo famigliare" di Francesca Archibugi, ma il suo esordio come attrice è stato sul web con "The pills", capitato dopo un po' di tentativi andati a vuoto. "Il vuoto, c'era una specie di deserto disperato in cui ero lì ad annaspare e capire chi fossi e cosa volessi all'interno di una facoltà di Scienze Politiche, a dire: ma io chi sono? E cosa ne sarà di me?". La mia decisione non si era manifestata fino a quel momento, però dopo di quello l'ho capito, l'ho messo in dubbio tante volte, anche adesso, mentre rispondo a quest'intervista". Il set di "Maraviglioso Boccaccio" dei fratelli Taviani le ha dato la conferma che la strada era giusta e lì ha capito cosa è il grande cinema. "Io li avevo visti e mi sembrava qualcosa al di fuori del mio raggio d'azione, quindi incontrarli sentivi proprio questo spessore così ampio, questa storia, queste cose, ed è stato molto emozionante. E' stata una lezione da attrice e anche da persona molto importante, è come se davanti a loro avessi capito cosa è il cinema, cosa è un film". Oggi, se le si chiede quale sia la sua attrice di riferimento e a cosa aspiri nella sua carriera, risponde:"Penso a una delle attrici che mi ha fatto un po' cambiare lo sguardo che avevo sul cinema, ed è Gena Rowlands. Ed è un po' anche la sinergia John Cassavetes e Gena Rowlands. Secondo me è quel tipo di collaborazione in cui tu sei pronto a dare tutto e ti viene chiesto anche tanto e troppo, però per creare qualcosa che è intessuto di senso e di meraviglia, ed è così dirompente, grande ed emozionante".

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