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Barbarin: Papa rifiuta mia rinuncia per presunzione innocenza

sabato 23 marzo 2019
1' di lettura

Lione, 19 mar. (askanews) - Il cardinale Philippe Barbarin, che ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Papa dopo essere stato condannato in primo grado dal tribunale correzionale di Lione a sei mesi con la condizionale per non avere denunciato un sacerdote pedofilo, ha annunciato, una volta tornato in Francia, che Francesco non ha accettato le dimissioni invocando la presunzione di innocenza e gli ha lasciato la libertà di decidere per il bene della diocesi. "La ragione per cui ho offerto le mie dimissioni, a prescindere dal giudizio della corte, è che penso che la mia diocesi abbia sofferto a lungo. Pensando alle vittime credo che sia arrivato il momento di voltare pagina e ricominciare con una nuova fase, dopo quelle che è stata una grande sfida per tutti" ha detto l'arcivescovo di Lione. L'alto prelato ha comunque deciso di prendere un periodo di ritiro affidando la guida della diocesi al suo vicario generale. "Penso che un bel periodo di silenzio in un monastero sarà positivo" ha concluso Barbarin. La Santa Sede tiene a ribadire la sua vicinanza alle vittime di abusi, ai fedeli dell'Arcidiocesi di Lione e di tutta la Chiesa di Francia che vivono un momento particolarmente doloroso.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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