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La 13esima Biennale Danza: spazio di diversità per corpi e menti

sabato 29 giugno 2019
2' di lettura

Venezia, 25 giu. (askanews ) - La consegna dei Leoni d'Oro e d'Argento, rispettivamente ad Alessandro Sciarroni e ai due francesi Théo Mercier e Steven Michel, ha inaugurato ufficialmente il 13esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, diretto da Marie Chouinard. Un evento che torna a portare i corpi dentro il respiro della Biennale, arrivando spesso a offrire una sintesi purissima di ciò che ci appare uno dei veri motivi dell arte contemporanea oggi. "Vedremo delle cose molto diverse - ha detto ad askanews Marie Chouinard, parlando dell intero festival - perché ogni artista ha una maniera unica, quando è un grande artista, di vedere e ricreare il mondo. I lavori sono tanti e diversi, ma c è un elemento comune, uno spazio nel quale il corpo e la mente, il corpo e l intelligenza, sono insieme con il cuore e la consapevolezza che la vita è una cosa molto delicata, fragile, e che è un tesoro". Insieme alla Chouinard, a fare da padrone di casa alla cerimonia, il presidente della Biennale Paolo Baratta. "Più che come spettacoli di danza da presentare per un cartellone, come abbiamo fatto per gli altri settori - ha spiegato il presidente - abbiamo curato il settore danza innanzitutto animati da spirito di ricerca". Una ricerca che ha portato a premiare i lavori di Sciarroni, opere capaci, attraverso la ripetizione dei gesti, di andare a indagare in profondità una dimensione temporale. E che si muovono sul terreno della diversità e dell'apparente stranezza. "Nelle pieghe di quella cosa che apparentemente sembra strana, come un giocoliere che fa lo stesso numero per dieci minuti di seguito - ci ha detto Sciarroni - a volte possiamo riconoscere qualcosa che riguarda la nostra quotidianità, la nostra vita. Io, per lo meno, mi ci riconosco". "E' un premio basato su una produzione, quindi sono felice che questa produzione abbia aperto una finestra che ha potuto colpire il pubblico", ha aggiunto Steven Michel, fresco vincitore del Leone d Argento insieme al collega e compagno di vita Théo Mercier, al quale abbiamo chiesto una definizione di cosa sia la danza oggi. "Non ce l'ho una definizione - ci ha risposto - io so chi sono io ora e so che è qualcosa che mette insieme oggetti, corpi, che ragiona su come dare un movimento a ciò che non si può muovere e a come rende immobile ciò che si muove". E intorno a questa incertezza si costruiscono le possibilità della Biennale Danza. Possibilità a volte brutali, a volte struggenti, a volte scioccanti, a volte talmente chiare da diventare uno specchio per tutti noi.

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Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

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