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Whirlpool, si aprono spiragli: "Trattativa in fase delicatissima"

sabato 29 giugno 2019
2' di lettura

Roma, 25 giu. (askanews) - Si aprono degli spiragli per i 412 lavoratori della Whirlpool di Napoli al termine del terzo tavolo sulla vertenza, che si è tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza dei vertici Emea del gruppo. Al termine dell'incontro, presidiato nelle strade intorno al ministero da centinaia di lavoratori arrivati dal capoluogo campano, è una nota del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a far capire che ci sono ragioni per un moderato ottimismo: "Nessuna chiusura, nessun disimpegno e la piena occupazione dei lavoratori coinvolti in questa vicenda - scrive Di Maio - questi sono i capisaldi che abbiamo ottenuto e sui quali possiamo ricostruire". Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm, responsabile del settore auto ed elettrodomestici, ha spiegato a che punto si trova la trattativa: "La trattativa entra in una fase delicatissima perché l'azienda finalmente si dice disponibile a trattare tutte le ipotesi, compresa la nostra, che è quella che prevede Whirlpool a Napoli con le attuali produzioni, naturalmente attraverso strumenti che la rendano sostenibile. Questo però non significa che l'azienda abbia ancora accettato". "Il governo - ha aggiunto - ha raccolto alcune idee che noi abbiamo messo sul tavolo, che traggono spunto anche da alcune vertenze che in passato abbiamo vinto nel settore degli elettrodomestici, e si dice pronto anche a finanziare delle misure idonee a tenere in Italia la produzione". Dei finanziamenti che non sarebbero un vantaggio solo per i lavoratori ma per tutta la collettività, perché se la fabbrica di Napoli chiudesse si perderebbero decine di milioni di euro all'anno in termini di introiti per lo Stato. Investire una frazione di quei soldi insomma, è la tesi del sindacato, converrebbe a tutti.

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La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l'aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

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