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Symbola, al seminario estivo il futuro tra Empatia e Tecnologia

sabato 29 giugno 2019
3' di lettura

Roma, 28 giu. (askanews) - Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, presenta l'edizione 2019 del seminario estivo di Treia, in programma il 5 e 6 luglio nella cittadina marchigiana, preceduto dal 2 al 4 luglio dal festival della Soft Economy. Quest'anno il seminario ha scelto come titolo "Da soli non si può empatia e tecnologia per costruire il futuro". "Cerchiamo di fare i conti con i problemi che abbiamo davanti - spiega Realacci - con uno schema abituale per Symbola, censire i talenti per affrontare i problemi e combattere i punti di debolezza. Noi italiani siamo spesso capaci di individuare i nostri mali ma ce ne facciamo quasi paralizzare. Debito pubblico, burocrazia spesso soffocante, economia in nero o mafiosa: abbiamo problemi rispetto alla percezione dell'assenza di un futuro, cosa che frena anche le nuove generazioni. Ma questi problemi non li affrontiamo, ci costruiamo magari fortune politiche. E soprattutto non mobilitiamo i nostri punti di forza. Il "Da soli non si può" riguarda i singoli cittadini ma anche imprese e territori. Perchè un'Italia unita, forte nell'Europa, con un'Europa forte nel mondo rappresenta una chiave per affrontare ad esempio anche la crisi climatica, il rilancio dell'economia, l'occupazione, la sicurezza. E in questa settimana molti di questi temi verranno affrontati. Dal made in Italy alla filiera forestale. Dalle diseguaglianze al terremoto. Dalle questioni legate alle tecnologie a quelle legate all'identità, ai piccoli comuni, alla forza dell'agricoltura legata al territorio. E infine nelle due giornate conclusive presenteremo un rapporto, il Rapporto Italia che censisce le cose per cui l'Italia può affrontare il futuro. L'Italia ha tanti punti di forza. Non è solo un grande paese manifatturiero, ad esempio siamo i secondi al mondo nell'export di mobili, secondi dopo la Cina nella moda, abbiamo primati in tanti settori, anche particolari, grazie anche al mio impegno nella passata leguslatura abbiamo ottenuto primi al mondo il divieto delle microplastiche nei cosmetici. Ma siamo anche i leader al mondo nella produzione di cosmetici, con il 55% del make up del mondo è fatto in Italia. Quindi censire questi punti di forza, capire quanto sono legati alle comunità, questa è la maniera che abbiamo per affrontare tutte le sfide, inclusa quella della crisi climatica". Viviamo una vera rivoluzione tecnologica, per stare al titolo delle giornate di Treia. E l'empatia? "E' la maniera italiana di affrontare questi temi. I primi corsi sull'umaninizzazione dell'informatica sono nati in Italia, per la verità anche un pezzo di informatica è nato in Italia, il primo personal computer lo fece la Olivetti. Qualcuno pensò che non era promettente. Pur essendo anche il paese del caporalato, dell'economia in nero e illegale, c'è una parte importante dell'economia italiana che è forte proprio perchè incrocia l'innovazione con il rapporto con le comunità ed i territori. E si pensa subito ad Olivetti, che non era solo attento al rapporto tra fabbrica e territorio, ma era un formidabile innovatore". "Un'economia a misura d'uomo è più competitiva proprio perchè ha questa convinzione che da soli non si può e che per andare avanti bisogna tenere assieme le comunità, i territori e l'innovazione. E quindi la tecnologia, al servizio delle comunità e non contro la coesione".

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