CATEGORIE

Mancano navi oceanografiche, a rischio lavoro dei geologi marini

sabato 23 febbraio 2019
2' di lettura

Roma, 21 feb. (askanews) - Mancano navi adeguate per svolgere il compito di ricerca scientifica proprio dei geologi marini: è questo il grido d'allarme lanciato al terzo convegno dei geologi marini italiani "La geologia marina in Italia", ospitato fino al 22 febbraio al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) a Roma. Il direttore del dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l ambiente (Cnr-Dta) Fabio Trincardi: "Siamo in un momento critico nel quale per l'area mediterranea siamo sostanzialmente senza una nave moderna. Abbiamo molte navi piccole di singoli enti di ricerca, spesso inferiori ai 30 metri di dimensioni, ma non abbiamo una nave oceanica che possa andare a tutte le profondità del Mediterraneo". "Quello che va detto è che il Cnr ha per 20 anni investito soldi propri, della propria dotazione ordinaria del ministero, per mantenere una nave fantastica, che era l'Urania, a disposizione di tutta la comunità scientifica, quindi con propri fondi un investimento per tutta la comunità, anche oltre il Cnr". Attualmente il Cnr non ha una vera nave da ricerca di tipo regionale, mentre l'Ogs, l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, ha una nave molto anziana che sta per essere dismessa. Restano due piccole navi del Cnr e dell'Ispra del tutto insufficienti per alcune ricerche importanti, specie nel campo della geologia dove è necessario mettere a mare strumentazioni impegnative o svolgere ricerche anche lontano dalla costa. Il professor Francesco Chiocci, dell'Università La Sapienza di Roma: "In questo momento storico abbiamo un problema molto serio con le navi oceanografiche e quindi la mancanza di infrastrutture oceanografiche non permette di sviluppare la comunità dei geologi marini. Abbiamo 350 ricercatori che presentano i loro risultati, tutti questi 350 si sono sicuramente formati andando a bordo di navi e attualmente in realtà abbiamo pochissime navi su cui salire a bordo quindi questo mette una minaccia molto seria sulla possibilità di una continuazione delle ricerche di geologia marina". Come fare allora? Guardare all'estero. Per questo è in programma una tavola rotonda con i responsabili delle flotte oceanografiche di Norvegia, Spagna e Francia, per un confronto sulla situazione attuale e sul futuro della gestione delle navi da ricerca in Europa. "Il punto fondamentale dei tre rappresentanti invitati oggi è che appartengono a quella fascia di paesi, più di 3, sono 5 o 6 in Europa, che vanno dalla Norvegia alla Germania, all'Inghiterra, Francia e Spagna che hanno più di 10 navi oceanografiche a testa". "Riteniamo anche possibile attraverso progetti europei come Eurofleets utilizzare parte di tempo nave di questi paesi, possiamo fare ricerche nel mediterraneo chiedendo ai francesi, agli spagnoli facendo accordi", ha suggerito Trincardi.

tag

Ti potrebbero interessare

Turismo, Hilton Milan: il travel business è diventato "bleisure"

Milano, 17 giu. (askanews) - Una serra in cima dove si coltiva basilico e peperoncino con vista sul Pirellone, il CotoliAMO Bistrot con cucina milanese e italiana capace di rendere il tutto molto local, la clientela di vocazione fortemente internazionale e il quartiere Isola proprio accanto. Dal 1972 il logo Hilton è su questa struttura che ha visto crescere il turismo a Milano. Hilton Milan per tanti anni è stato uno degli alberghi business in una zona strategica, clientela da lunedì a venerdì e calma piatta durante il weekend e nel periodo estivo. Ora però che la Madonnina è diventata destinazione turistica, la musica è cambiata, l'ospite è diverso e cerca cose diverse. Daniele Fabbri, general manager di Hilton Milan ci racconta come: "I cambiamenti penso sono partiti dopo l'Expo, c'è stato un posizionamento della città molto importante a livello internazionale, grazie a quest'evento, grazie anche a tantissimi altri eventi e comunque anche grazie all'aumento dei social, per esempio, o comunque della comunicazione in generale. Noi abbiamo visto appunto questo cambio di clientela da prettamente business a un aumento molto importante di clientela leisure, infatti la nostra occupazione che prima durante il weekend magari si aggirava intorno al 50%, oggi è all'80%, a volte anche al 90%. Il periodo estivo è diventato un periodo importante, abbiamo occupazioni abbastanza alte, 80-90%, quindi questo è indicativo di come la città sia cambiata, di come il turista è cambiato", dichiara.

La nuova parola d'ordine nel mondo dell'hospitality è "bleisure", unione di business e leisure, ovvero la tendenza a combinare i viaggi di lavoro con le vacanze. Prolungare una trasferta professionale per qualche giorno o farsi accompagnare dai propri cari, sfruttando la stessa destinazione per staccare la spina e fare turismo. "Io ho una mia idea al riguardo, nel senso che se 20 anni fa uno veniva a Milano per lavoro, conosceva l'albergo dove doveva andare, come doveva arrivarci e basta, oggi con l'avvento dei social media, con l'avvento di una comunicazione molto più personalizzata, noi sappiamo molto più", spiega Fabbri.

In 54 anni Hilton Milan ha accolto ospiti di ogni genere e ha visto cambiare la città insieme con loro. Per questo la compagnia ha investito in una ristrutturazione completa delle camere, degli spazi meeting e del ristorante, preparando l'hotel ai prossimi 50 anni. Come spiega Fabbri la nuova visione punta su tre aspetti: il "breeze of Milano", ovvero la milanesità che attraversa arredi, menu e servizi; la "Conscious Vision", sostenibilità intesa come rapporto con la comunità, riduzione degli sprechi e progetti come la serra sul tetto che serve anche a fare un pesto e olio al peperoncino "made in hotel"; e infine la cultura dell'ospitalità.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

TMNews

Difesa, Crosetto: lavoro per mettere insieme tutta l'Europa

Roma, 17 giu. (askanews) - "Come sapete sto lavorando a un'ipotesi di mettere insieme tutta l'Europa continentale, non soltanto quella di 27, ho scritto tutti i miei colleghi proprio per dire che il modo più facile per avere una deterrenza data dalla grandezza è quella di mettere insieme tutta l'Europa continentale, quindi da UK alla Norvegia, dai paesi balcanici all'Ucraina stessa, perché quello sarebbe probabilmente la dimostrazione più grande, sia per costruire un pilastro europeo della NATO più forte e autorevole, sia per garantire la sicurezza di tutti, perché avrebbe una tale dimensione che in qualche modo consentirebbe a tutti di sentirsi più sicuri". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione del libro"Quam Pulchri - Settanta saggi per i settant'anni del Cardinale Matteo Zuppi" concordando con il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei.

TMNews

L.elettorale, Donzelli a Tajani: nostro emendamento su preferenze in aula

Roma, 17 giu. (askanews) - "Non è una novità che il testo firmato da tutti (il centrodestra, n.d.r.) non abbia le preferenze e che Fratelli Italia proverà a portare le preferenze. Quando arriverà la legge in Aula noi presenteremo l'emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, noi auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra altrimenti ovviamente chiederemo all'aula cosa ne pensa". Così, a margine di una conferenza stampa, il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli commentando le parole del vicepremier e segretario di Fi i Antonio Tajani, il quale ha escluso che nell'accordo interno alla maggioranza siano comprese le preferenze.

"C'è l'accordo che Fratelli d'Italia ha sempre detto che è a favore delle preferenze e che avrebbe presentato un emendamento, la Lega ha sempre detto di essere contraria, Forza Italia non ha per ora chiesto di mettere le preferenze. Vedremo, ci confronteremo. Ancora io non mi precludo la possibilità di trovare una formula, magari con un po' di fantasia, che possa dare la possibilità all'elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire una parte della classe dirigente", ha puntualizzato.

TMNews

Vietti (ACOP): SSN da solo non ce la fa di fronte a sfide futuro

Roma, 17 giu. (askanews) - Il Servizio sanitario nazionale, pur rimanendo una conquista di civiltà, oggi è in affanno. Siamo un Paese che è diventato più anziano, in cui la cronicità rappresenta la principale emergenza sanitaria e nel quale l'innovazione è indispensabile, ma le nuove tecnologie e l'intelligenza artificiale hanno costi elevati. Come fronteggiare tutto questo? Lo Stato, da solo, non ce la fa. C'è bisogno del contributo della sanità privata ,che è pienamente disponibile a fare la propria parte.

Abbiamo bisogno di risolvere il tema del contratto collettivo:vogliamo che i nostri lavoratori siano equiparati, nel trattamento economico, a quelli del settore pubblico. Ma abbiamo bisogno delle adeguate coperture. Dobbiamo affrontare il problema delle liste d'attesa e,su questo fronte, il contributo della sanità privata è indispensabile.

Lo ha dichiarato Michele Vietti, presidente di ACOP, a margine del convegno "Futuro SSN: appalto o programmazione", organizzato in occasione dell'Assemblea nazionale ACOP.

Nel corso dell'incontro si è discusso anche della scelta strategica che il sistema sanitario dovrà compiere tra il ricorso all'appalto, che pone l'accento su modelli mercantilistici scarsamente compatibili con il servizio sanitario,e la programmazione pubblica, che evidenzia l'importanza di una governance centrale capace di pianificare risorse, bisogni e priorità essenziali nel rispetto dell'esistente e del suo radicamento territoriale .

Oggi è fondamentale trovare un equilibrio tra efficienza operativa e tutela dell'interesse pubblico. In questo contesto, il contributo della sanità privata accreditata emerge come un elemento chiave per garantire qualità, tempestività e sostenibilità delle cure, all'interno di un modello in grado di rispondere in modo più efficace alle sfide future del SSN, tra innovazione, domanda crescente e vincoli economici.

TMNews