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Autotrasporto: mezzi vecchi in media 20 anni, sicurezza a rischio

sabato 23 febbraio 2019
2' di lettura

Verona, 21 feb. (askanews) - L'autotrasporto è spesso guardato con preoccupazione rispetto alla sicurezza sulla strada. Ma i dati raccontano un'altra storia: negli stati membri dell'UE il numero di morti in incidenti che coinvolgono veicoli commerciali di oltre 3,5 tonnellate è sceso da 7 mila e 200 nel 2006 a 3.848 nel 2015, ossia del 47%. Nello stesso periodo in Italia il calo è stato del 78%. Un risultato importante, ma non sufficiente. Se ne è parlato a Verona nel corso dell'edizione 2019 di Transpotec Logitec, la manifestazione di riferimento per il mercato italiano dell'autotrasporto e della logistica organizzata da Fiera Milano. All'origine degli incidenti ci sono due fattori principali: il fattore umano e la mancanza di presidi di sicurezza, entrambi fortemente condizionati dall'età del mezzo. Enrico PAGLIARI, coordinatore Area Tecnica ACI ricorda infatti che per i mezzi pesanti si registra una età media addirittura superiore ai 20 anni. E i dati purtroppo confermano che i mezzi vecchi non solo sono più insicuri perché sprovvisti degli ultimi ausili offerti dalla tecnologia, ma sono anche più dannosi e letali di quelli più recenti. Ma sempre le statistiche parlano di tempi lunghissimi per la sostituzione dell'attuale parco mezzi, soprattutto se si considera che solo il 12 per cento degli automezzi pesanti è dotato - per esempio - degli ADAS, i sistemi di assistenza alla guida obbligatori dal 2015. Per raggiungere l'obiettivo UE di dimezzare ulteriormente entro il 2030 i morti e i feriti negli incidenti stradali si può intanto mettere in sicurezza le i mezzi più vecchi attingendo alla tecnologia, come ha sottolineato lo stesso Pagliari e come emerge dalle proposte viste a Transpotec: tra queste i dispositivi che si comportano come gli Adas senza ovviamente poter agire sul mezzo, ma allertando il guidatore con anticipo sufficiente. E' stato infatti dimostrato che più di 9 incidenti su 10 possono essere evitati da un dispositivo che richiami entro due secondi l'attenzione di chi guida. Altro fronte su cui intervenire è la formazione degli autisti sugli stessi nuovi presidi. La Fiap - la Federazione Italiana degli autotrasportatori professionali - tra le altre iniziative lanciate a Transpotec ha proposto anche una nuova formula di aggiornamento utilizzando i simulatori di guida che, con l'aiuto di un istruttore, come spiega il suo direttore Alessandro Peron, riproducono i più diversi imprevisti. Grazie agli accordi con il ministero dei Trasporti, Fiap, ha sottolineato Peron - può portare i simulatori presso le aziende di autotrasporto per svolgere gli addestramenti più idonei.

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