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I moniti di Mattarella. Il discorso domina il dibattito politico

sabato 5 gennaio 2019
2' di lettura

Roma, (askanews) - A due giorni dal discorso di fine anno alla nazione del presidente della Repubblica, le calibrate parole di Sergio Mattarella restano al centro del dibattito politico. Il capo dello Stato ha invitato a respingere l'odio e a costruire una repubblica unita, ma soprattutto ha usato una serie di riferimenti precisi all'azione del governo gialloverde, pur senza citare nessuno e senza uscire dai suoi confini istituzionali; a cominciare da un vero appello al buonismo. "So bene che alcuni diranno che questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un'altra, che vi sono tanti problemi e bisogna pensare prima di tutto alla sicurezza". "In altre parole non dobbiamo avere timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società". Mattarella fra l'altro ha invitato a riflettere sulla manovra finanziaria appena approvata in Parlamento, e criticato le "tasse sulla bontà", chiaro riferimento alla norma sull'Ires per gli enti no profit. Un discorso che ha avuto una risposta senza precedenti anche sui social media, e quindi forse anche fra i più giovani. Il più ritwittato fra i tweet del Quirinale è il passaggio con gli auguri ai migranti tutti: "Auguri a tutti gli italiani in patria o all'estero; auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono lavorano vanno a scuola praticano sport nel nostro paese". Mattarella diventa così una sorta di simbolo dell'altra Italia. Sui social ci sono anche come sempre risposte furiose di chi non condivide. E qualcuno dice che il capo dello Stato si si è messo idealmente a capo dell'opposizione - che non c'è. In realtà ha richiamato solo i valori costituzionali, inclusa la solidarietà e il rispetto dei diritti civili. In prima battuta, i leader del governo hanno minimizzato. Il vicepremier Matteo Salvini ha elogiato il riferimento alla sicurezza, l'altro vicepremier, Di Maio, si è ripreso la scena con un discorso sulla neve a fianco del rimpatriato Alessandro Di Battista.

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