CATEGORIE

Camera Usa vota per fine shutdown, ma non approva fondi per muro

sabato 5 gennaio 2019
1' di lettura

Washington (askanews) - La Camera del Congresso americano, come primo atto dopo il suo insediamento, ha votato per mettere fine allo shutdown, il blocco dei fondi che paralizza gli enti pubblici, e gli stipendi di chi ci lavora, da ormai due settimane. Ma la misure approvate non basteranno a mettere fine allo stallo in cui si ritrova il governo, perché fra queste non c'è alcun accenno ai fondi per costruire il muro sul confine col Messico voluto da Trump. Il presidente ha già detto che porrà il veto su qualsiasi legge che non prevede i finanziamenti e il Senato a maggioranza repubblicana, a cui tocca ora votare dopo la Camera, non ha intenzione di mettersi contro la Casa Bianca. Tutto fermo, di nuovo. Fermo come il proposito dei democratici di non finanziare per il muro, che emerge chiaro nelle parole di Nancy Pelosi, appena rieletta speaker della Camera che definisce il muro "immorale" e poi attacca Trump. "È un muro fra la realtà e i suoi elettori non vuole che loro sappiano cosa sta facendo sulla salute pubblica e la previdenza sociale nelle sue proposte di bilancio. Cosa sta combinando su aria e acqua pulite agli Interni o all'agenzia di protezione dell'ambiente. Così non parla d'altro che del muro. È un maestro della diversione".

tag

Ti potrebbero interessare

Iraniani a New York: torneremo e ricostruiremo, molta strada da fare

New York, 3 mar. (askanews) - A Times Square fra bandiere e slogan, ragazze e ragazzi iraniani festeggiano la morte dell'ayatollah Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre 30 anni, reprimendo ogni protesta contro il regime nel sangue.

"Sebbene abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, grazie a Netanyahu e al presidente Trump, c'è ancora molta strada da fare e dobbiamo ancora realizzare la transizione giusta", dice un'iraniana, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Israele e Usa sull'Iran.

"Nel momento in cui (l'Iran) sarà libero, la maggior parte di noi da tutto il mondo tornerà indietro. Questo è stato il primo motivo per cui molti di noi hanno effettivamente lasciato il Paese, perché hanno rovinato la nostra economia, hanno oppresso le donne, hanno commesso ogni sorta di violenza contro persone innocenti, ed è per questo che siamo usciti da quel Paese. Ma torneremo, torneremo con orgoglio e ricostruiremo ciò che hanno rovinato", dice un'altra manifestante.

TMNews

Cina chiede di fermare escalation: garantire sicurezza Stretto Hormuz

Pechino, 3 mar. (askanews) - La Cina sollecita tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, evitare un'ulteriore escalation e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il prezzo del petrolio non arresta la sua crescita e le Borse europee registrano un altro avvio pesante con l'intensificarsi della guerra in Medio Oriente.

"La sicurezza energetica è molto importante per l'economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell'approvvigionamento energetico", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

"La Cina esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari - ha proseguito - a evitare un'ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull'economia mondiale".

TMNews

Fuga dall'Iran, gli afgani usciti dal Paese: è il caos

Teheran, 3 mar. (askanews) - In fuga dall'Iran, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele. Al confine con l'Afghanistan si affollano sempre più persone che scappano dai missili, raccontando il caos.

"La situazione, che ho visto con i miei occhi, è paragonabile a una guerra. Giorno e notte, entrambe le parti lanciano missili", dice un afgano. "La situazione era diventata molto grave, soprattutto intorno alle stazioni di servizio, dove il traffico era intenso. La maggior parte delle persone si dirige verso centri più piccoli perché la situazione nelle grandi città è pessima", racconta un altro.

TMNews

L'ambasciata Usa a Riyad in Arabia Saudita colpita da droni Iran

Riyad, 3 mar. (askanews) - Le immagini mostrano l'ambasciata statunitense a Riyad, in Arabia Saudita, dopo un attacco di due droni iraniani ha provocato un piccolo incendio. L'ambasciata statunitense a Riad ha dichiarato che rimarrà chiusa, il personale è stato allontanato anche dalle ambasciate Usa in Iraq, Giordania e Barhein.

TMNews