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Il tonfo di Apple a Wall Street, cosa succede all'azienda di Jobs

sabato 5 gennaio 2019
1' di lettura

Milano (askanews) - Il tonfo di Apple ha spaventato i mercati globali. Le stime per i ricavi del primo trimestre viste al ribasso, come non succedeva da oltre 15 anni, hanno fatto perdere al titolo a Wall Street il 10%, un segno rosso che ha trascinato giù tutti i mercati. Se le Borse sono in ripresa resta il duro colpo per Apple che da qui deve ripartire per trovare nuovo slancio. L'azienda indica nella Cina e nei problemi provocati dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti una delle cause del rallentamento delle vendite e dunque dei ricavi. Vero, ma vero anche che l'azienda che ha fatto dell'innovazione continua il suo punto di forza, innova sempre meno. Soprattutto da quando è scomparso il suo fondatore, Steve Jobs. Da tempo ormai non presenta dispositivi che rivoluzionano il mercato, come successe con l'iPod e con l'iPad, limitandosi ad aggiornamenti dei prodotti di punta e legando i suoi successi principalmente alla vendita dell'iPhone. Un'arma a doppio taglio soprattutto in un mercato ormai così affollato e pieno di prodotti di qualità in ogni fascia di prezzo.

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Tra queste, il MateBook X-Fold, un notebook con grande display pieghevole pensato per la produttività in mobilità, con tastiera magnetica o anche con tastera touch toccando lo schermo con le dita ; il Mate XTs, smartphone trifold super sottile che amplia la superficie di visualizzazione senza rinunciare alla compattezza; e il Pura X, un wide flip con apertura orizzontale che punta su un uso piu flessibile dello schermo anche da chiuso.

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"All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

Nadia Fall oggi dirige il prestigioso Young Vic Theatre, che ha una programmazione con grandi nomi ma anche tante attività che coinvolgono i ragazzi.

"Devo dire che a Londra ci sono tante iniziative per l'inclusione ed è comunque una città internazionale, ma in tante città sulla costa ci sono tensioni fra comunità, non ci sono investimenti nella formazione, nei servizi e niente sembra cambiato rispetto a 10 anni fa. E, purtroppo, ci sono politici che soffiano su queste tensioni. E' una vecchia storia, ma questo è il pericolo: i giovani che non si sentono accettati cercheranno sempre una comunità a cui appartenere".

TESTO CORRETTO

Arriva il 5 marzo nei cinema italiani "Brides", il film diretto dalla celebre drammaturga e regista teatrale Nadia Fall, che racconta la fuga di due adolescenti britanniche verso la Siria. Il film è ambientato nel 2014, quando ragazze islamiche spesso discriminate e attirate dai social network, intraprendevano un viaggio per diventare "donne dell'Isis". La regista mostra una fuga accidentata ma anche un'amicizia effervescente e incosciente, con due meravigliose interpreti: Ebada Hassan e Safiyya Ingar.

La regista ha spiegato: "All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

Nadia Fall oggi dirige il prestigioso Young Vic Theatre, che ha una programmazione con grandi nomi ma anche tante attività che coinvolgono i ragazzi. "Devo dire che a Londra ci sono tante iniziative per l'inclusione ed è comunque una città internazionale, ma in tante città sulla costa ci sono tensioni fra comunità, non ci sono investimenti nella formazione, nei servizi e niente sembra cambiato rispetto a 10 anni fa. - ha spiegato Fall - E, purtroppo, ci sono politici che soffiano su queste tensioni. E' una vecchia storia, ma questo è il pericolo: i giovani che non si sentono accettati cercheranno sempre una comunità a cui appartenere".

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