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A Londra ha aperto il negozio-installazione di Banksy

domenica 6 ottobre 2019
1' di lettura

Londra, 2 ott. (askanews) - Banksy ha aperto un negozio. Nel quartiere londinese di Croydon è spuntato uno shop temporaneo in cui l'artista di street art più famoso al mondo espone alcune sue opere, che successivamente saranno vendute online. Il nome dello shop? "Gross Domestic Product", Prodotto interno lordo. Questa volta però non si tratta solo dell'ennesima installazione/provocazione di Banksy. L'artista ha spiegato in un comunicato che ha aperto il negozio "probabilmente per la ragione meno poetica che esiste per fare dell'arte". Di mezzo infatti c'è una mera questione legale: una società di biglietti di auguri sta cercando di appropriarsi del suo nome per vendere la loro merce a marchio "Banksy", basandosi su una legge secondo cui se un brand non viene usato per fini commerciali, e Banksy realizza graffiti a sorpresa in giro per il mondo senza venderli direttamente, può essere comprato da qualcun altro. L'apertura del negozio e la vendita delle opere dovrebbe aiutare Banksy a tenersi stretto il suo nome.

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La Guaira, 25 giu. (askanews) - Una donna cerca di chiedere aiuto a La Guaira, sbracciandosi dalla cima di un edificio distrutto dalle due potenti scosse di terremoto che hanno raso al suolo decine di edifici in Venezuela, a poca distanza una dall'altra. Così un uomo, che cerca di sventolare qualcosa in un palazzo pericolante. Soccorsi in difficoltà con migliaia di segnalazioni di dispersi e di edifici in macerie.

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Tumore del polmone ALK, Lorlatinib conferma benefici dopo 7 anni

Milano, 25 giu. (askanews) - A sette anni dall'avvio dello studio CROWN, arrivano nuove conferme sull'efficacia di Lorlatinib nel trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule ALK-positivo avanzato. I dati del trial internazionale di fase 3 mostrano la sopravvivenza libera da progressione più lunga mai documentata in questa patologia. La PFS mediana non è stata ancora raggiunta e oltre la metà dei pazienti è ancora libera da progressione di malattia dopo sette anni. Un risultato che si accompagna a una significativa riduzione del rischio di progressione intracranica.

"Lo studio Crown è veramente formidabile, perché i risultati rappresentano qualcosa che non ha precedenti nella storia del tumore al polmone, mostrando per la prima volta come, a sette anni di distanza, oltre la metà dei pazienti non ha un'evoluzione della propria malattia e non ha la possibilità di sviluppare metastasi encefaliche, che notoriamente impattano negativamente sulla qualità di vita del paziente. È un'importantissima opportunità che viene offerta oggi ai nostri pazienti" ha dichiarato il Dottor Federico Cappuzzo, Direttore dell'Oncologia Medica 2 dell'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma.

In Italia il tumore del polmone resta una delle neoplasie più diffuse e, tra i casi di carcinoma non a piccole cellule, una quota presenta l'alterazione del gene ALK, spesso in persone giovani e non fumatrici.

"Lo studio Crown vedeva l'arruolamento di più di 200 pazienti affetti da tumore polmonare, non a piccole cellule, in stadio avanzato e con riarrangiamento di ALK. Questo cosa significa? Per trovare applicazione dei bellissimi risultati presentati da questo studio, che sono i primi in termini di applicazione della medicina di precisione sul tumore del polmone, bisogna andare a identificare il riarrangiamento di ALK con una profilazione molecolare" ha aggiunto la Professoressa Silvia Novello, Dipartimento di Oncologia Medica AOU San Luigi Orbassano.

I nuovi dati rafforzano il ruolo delle terapie target e aprono prospettive sempre più concrete di controllo prolungato della malattia.

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