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Premio Cultura Mediterranea a Selek, Frankopan e Canepa

domenica 6 ottobre 2019
2' di lettura

Cosenza, 5 ott. (askanews) -Promuovere il dialogo e la comprensione per creare una cultura dell'integrazione nel Mare Nostrum. Anche quest'anno a Cosenza sono stati assegnati i premi della Cultura Mediterranea, manifestazione giunta alla 13ma edizione, per premiare chi si sia distinto in diverse discipline umanistiche per portare avanti questi principi. Tra di loro, Pinar Selek, sociologa turca e attivista per i diritti umani, da anni in esilio a causa delle proprie idee, dopo la prigione e le torture, e ancora in attesa di una parola giudiziaria definitiva sul suo caso. "Dedico questo premio a tutte le donne esiliate che non sono visibili quanto me - ha spiegato - Io non ho mai creduto a delle frontiere nazionali. Per me il Mediterraneo deve essere un mare che lega differenti culture e religioni. In ogni parte del Mediterraneo troviamo sempre il limone, l'olio d'oliva, le melanzane. Lo dedico a quelle donne che io chiamo lucciole, come me, che prendono le luci dei propri sogni e fanno luce nel mezzo al buio". Per la sezione Scienze dell'uomo è salito sul palco Peter Frankopan, storico di Oxford, premiato per i suoi studi sulle attuali trasformazioni degli equilibri politico-economici mondiali, affrontati in particolare nei libri "Le nuove vie della seta". "Sono in atto grandi cambiamenti. L'Asia e le nuove vie della seta oggi sono al centro del mondo. L'occidente non deve più guardarsi più allo specchio per vedere la propria immagine riflessa, ma spostare lo sguardo anche altrove. Bisogna incoraggiare le collaborazioni. Il mio compito di storico è di spiegare che ciò che vediamo è il risultato delle nostre azioni", ha spiegato. Oltre a Frankopan, sono saliti sul palco della cerimonia al Teatro Rendano anche gli altri vincitori, in tutto sette. La giornalista Lucia Goracci, per i suoi reportage da inviato di guerra, la ricercatrice dell'Humanitas di Milano, Francesca Algieri e il traduttore spagnolo Juan José Maria Micò. Per la narrativa, premiate Sonia Serazzi, per il romanzo "Il cielo comincia dal basso", ed Emanuela Cànepa: il suo "L'animale femmina" è stato scelto da una selezione di giovani studenti delle scuole superiori della Calabria coinvolti nella manifestazione. Già perché il premio, promosso dalla Fondazione Carical, guarda soprattuto a loro. "Bisogna incentivare i giovani alla lettura e all'istruzione", ha sottolineato il presidente del Premio, Mario Bozzo. "Attraverso lo studio, la ricerca, piegando la schiena sui libri, si può costruire una seria prospettiva di vita dignitosa", ha sottolineato.

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Fotografia Europea 2026: Ghostland, i fantasmi dell'algoritmo

Reggio Emilia, 2 mag. (askanews) - All'interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 nella sede di Palazzo Da Mosto la mostra collettiva Ghostland a cura di Arianna Catania espone opere di Zoé Aubry, Sara Bezovsek, Carolyn Drake, Alisa Martynova, Visvaldas Morkevicius, Mykola Ridnyi, Indr Serpytyt e Vaste Programme. La curatrice ha raccontato ad askanews l'esibizione: "Ghostland è una mostra collettiva che lega il lavoro di otto artisti e artiste che lavorano con le stesse tecnologie che usiamo ogni giorno: dagli algoritmi, alle intelligenze artificiali, alle telecamere di sorveglianza, alle piattaforme social. E navigano questo flusso di immagini dando un senso a questo infinito archivio digitale che si produce ogni giorno. La mostra si interroga su come è cambiata la fotografia e il mondo dell'immagine in un mondo iper-mediato dagli schermi: schermi che non sono più soltanto dispositivi, ma sono strumenti che creano nuovi ambienti cognitivi in cui si trasforma l'identità e si trasforma il nostro modo di guardare a guerre e catastrofi e il nostro modo di interagire. I fantasmi che animano questa mostra non sono presenze evanescenti, ma sono figure concrete. Si presentano attraverso profili, dati, numeri e algoritmi, ma siamo comunque noi che ci interfacciamo. Non è una mostra che vuole essere nostalgica e neanche apocalittica, vuole semplicemente constatare dove siamo e cosa sta succedendo: quello che gli artisti possono fare per decodificare il nostro mondo".

Ghostland propone una riflessione su come osserviamo gli altri e noi stessi, su come gli algoritmi ci sorvegliano, su come costruiamo il senso del pericolo e della fiducia verso un futuro da costruire. Attraverso pratiche artistiche sperimentali, la mostra collettiva invita a riflettere non solo su ciò che vediamo ma soprattutto su ciò che resta fuori dal campo: i punti ciechi, le omissioni, gli spazi dove la realtà continua a sfuggire o a palesarsi soltanto attraverso la cornice dello schermo.

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