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Vaccini, a scuola solo con il certificato. Coperture in aumento

sabato 16 marzo 2019
2' di lettura

Roma, 11 mar. (askanews) - Scade l'11 marzo 2019 il termine per documentare l'avvenuta vaccinazione dei figli a scuola, anche per chi ha scelto l'autocertificazione. Il Ministero della Salute ha ricordato che è l'ultimo giorno utile per dimostrare di essersi messi in regola con i vaccini obbligatori previsti dalla legge ed evitare sanzioni: l'allontanamento per i bambini tra 0 e 6 anni che frequentano nidi e materne, una multa per quelli tra i 7 e i 16 anni. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero, nei primi sei mesi del 2018 sono aumentate le coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto ai dati del 31 dicembre 2017. In diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità del 95%. La rilevazione di medio termine è stata effettuata proprio per valutare l'impatto della Legge sulle vaccinazioni obbligatorie tra i bambini nati negli anni 2015, 2014 e 2010. In particolare, la copertura nazionale relativa ai nati nel 2015 nei confronti della polio ha superato il 95%. Nel caso del morbillo, la copertura della prima dose è arrivata al 94,15%. In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica e anti-meningococcica C. Il trend generale positivo è stato confermato anche dalle coperture vaccinali dei bambini nati nel 2014, mentre per le vaccinazioni in età pre-scolare, per i nati nel 2010, si è registrato un +3,63% per la quarta dose di anti-polio e un +4,35% per la seconda dose di anti-morbillo. Meno differenze si sono riscontrate tra le regioni, almeno per le vaccinazioni obbligatorie. Restano, invece, per le coperture vaccinali per il morbillo nei nati nel 2014 e 2010, così come per varicella e vaccinazioni non obbligatorie. Gli italiani restano molto divisi e la ministra della Salute Giulia Grillo, in un'intervista a Repubblica, ha ricordato che i dati sono migliorati per i nuovi nati, ma la prossima legge, non sarà "un atto di urgenza, come quello di Lorenzin, ma una normativa-quadro basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Bisogna agire in base alle condizioni - ha detto - oggi ci potrebbe essere bisogno di introdurlo contro una malattia, domani contro un'altra". Tranne, ha precisato: "Sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare er convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre".

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