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Cina, rallenta il Pil: +6,6, il 2018 l'anno della guerra dei dazi

sabato 26 gennaio 2019
1' di lettura

Pechino, 21 gen. (askanews) - "Bisogna dire che la guerra commerciale Cina-Stati Uniti ha un'influenza sull'economia, ma possiamo controllare il suo effetto generale": parole di Ning Jizhe, commissario dell'Ufficio nazionale di Statistica cinese, il quale lunedì ha annunciato un rallentamento della crescita nel 2018, con il paese del Dragone che ha registrato un + 6,6 punti di Pil, raggiungendo il minimo storico degli ultimi 28 anni. Il 2018 per la Cina è stato un anno segnato dagli sforzi per ridurre il livello di indebitamento, dal conflitto commerciale sui dazi con gli Usa e da una richiesta interna in calo. Per quanto la crescita del Pil resti a un livello che le economie occidentali possono solo invidiare, il 6,6 è un numero che ricorda il 1990, quando la Cina toccò il 3,9 del Pil, anno nero a cui seguirono anni di crescita a due cifre o quasi: "Si può dire che le frizioni commerciali non influenzano solo le economie di Cina e America, ma anche l'economia mondiale", ha messo in guardia il commissario dell'ufficio di statistica nazionale. E a questo dato si aggiunge il rallentamento della crescita della popolazione cinese, nonostante l'abolizione della politica del figlio unico nel 2016, che alimenta i timori di un invecchiamento della società, il che aumenterebbe la pressione su un'economia già in frenata. Secondo le cifre dell'Ufficio nazionale di statistica, nel 2018 ci sono state 15,23 milioni di nascite in Cina, un calo di due milioni rispetto all'anno precedente.

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