CATEGORIE

I colombiani a Panama aspettando Francesco: vogliamo una vita

sabato 26 gennaio 2019
1' di lettura

Panama, (askanews) - Sono circa cinquemila i giovani colombiani arrivati a Panama per partecipare alle Giornate Mondiali della Gioventù che dal 23 gennaio vedranno anche la partecipazione di Papa Francesco nel paese centramericano. Arrivano con speranza e anche con la preoccupazione di un processo di pace, quello fra il governo e le FARC, che nel loro paese subisce continue battute di arresto. "E' una presenza di fede e di vita davvero gratificante, sono felice per quello che abbiamo vissuto e per quello che vivremo nei prossimi giorni Purtroppo in Colombia succedono cose non positive. Il processo di pace". "Nel nostro paese la speranza è andare avanti, avere un futuro. Abbiamo visto molti attentati negli ultimi tempi, purtroppo pochi giorni fa molte persone sono morte in un attentato terrorista in una scuola di polizia. Erano giovani che non sono riusciti a vivere nulla della loro vita. La speranza di noi giovani colombiani è di andare avanti; noi vogliamo avere una vita". "Non è la prima volta che vedo il Papa, era già venuto in Colombia, ma spero questa volta di vederlo più da vicino perché non ho avuto l'opportunità."

tag

Ti potrebbero interessare

Iraniani a New York: torneremo e ricostruiremo, molta strada da fare

New York, 3 mar. (askanews) - A Times Square fra bandiere e slogan, ragazze e ragazzi iraniani festeggiano la morte dell'ayatollah Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre 30 anni, reprimendo ogni protesta contro il regime nel sangue.

"Sebbene abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, grazie a Netanyahu e al presidente Trump, c'è ancora molta strada da fare e dobbiamo ancora realizzare la transizione giusta", dice un'iraniana, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Israele e Usa sull'Iran.

"Nel momento in cui (l'Iran) sarà libero, la maggior parte di noi da tutto il mondo tornerà indietro. Questo è stato il primo motivo per cui molti di noi hanno effettivamente lasciato il Paese, perché hanno rovinato la nostra economia, hanno oppresso le donne, hanno commesso ogni sorta di violenza contro persone innocenti, ed è per questo che siamo usciti da quel Paese. Ma torneremo, torneremo con orgoglio e ricostruiremo ciò che hanno rovinato", dice un'altra manifestante.

TMNews

Cina chiede di fermare escalation: garantire sicurezza Stretto Hormuz

Pechino, 3 mar. (askanews) - La Cina sollecita tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, evitare un'ulteriore escalation e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il prezzo del petrolio non arresta la sua crescita e le Borse europee registrano un altro avvio pesante con l'intensificarsi della guerra in Medio Oriente.

"La sicurezza energetica è molto importante per l'economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell'approvvigionamento energetico", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

"La Cina esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari - ha proseguito - a evitare un'ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull'economia mondiale".

TMNews

Fuga dall'Iran, gli afgani usciti dal Paese: è il caos

Teheran, 3 mar. (askanews) - In fuga dall'Iran, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele. Al confine con l'Afghanistan si affollano sempre più persone che scappano dai missili, raccontando il caos.

"La situazione, che ho visto con i miei occhi, è paragonabile a una guerra. Giorno e notte, entrambe le parti lanciano missili", dice un afgano. "La situazione era diventata molto grave, soprattutto intorno alle stazioni di servizio, dove il traffico era intenso. La maggior parte delle persone si dirige verso centri più piccoli perché la situazione nelle grandi città è pessima", racconta un altro.

TMNews

L'ambasciata Usa a Riyad in Arabia Saudita colpita da droni Iran

Riyad, 3 mar. (askanews) - Le immagini mostrano l'ambasciata statunitense a Riyad, in Arabia Saudita, dopo un attacco di due droni iraniani ha provocato un piccolo incendio. L'ambasciata statunitense a Riad ha dichiarato che rimarrà chiusa, il personale è stato allontanato anche dalle ambasciate Usa in Iraq, Giordania e Barhein.

TMNews