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Castelnuovo di Porto, il metodo spiccio per chiudere il Cara

sabato 26 gennaio 2019
2' di lettura

Roma, 23 gen. (askanews) - Panni stesi, un bucato colorato di fronte alle strutture della protezione civile che ospitano il Cara di Castelnuovo di Porto, ma solo fino al 31 gennaio. In quella data il centro per richiedenti asilo alle porte di Roma dovrà chiudere; i suoi 530 ospiti dispersi in altre strutture, con preavviso brevissimo. La deputata di LeU Rossella Muroni: "Oggi ne sono partiti circa 80 su tre pullman, diretti ad Ancona, a Campobasso e a Teramo. Ma queste sono informazioni che abbiamo avuto solo quando mi sono messa fisicamente davanti a un pullman per bloccarlo". Effetti del decreto sicurezza, creatura prediletta del ministro dell'Interno Salvini. I richiedenti asilo saranno smistati in centri più piccoli, incluse madri con figli piccolissimi, bambini scolarizzati e adulti con un lavoro. Ma c'è chi finisce in mezzo alla strada. Il sindaco Riccardo Travaglini: "Ci stiamo innanzitutto occupando di coloro che purtroppo hanno la protezione umanitaria con un permesso di soggiorno di due anni ma che sono stati sbattuti fuori, messi proprio su strada". I Cara non sono il sistema ideale dice il primo cittadino, che ribadisce obbedienza ma contesta soprattutto il metodo per smantellare un'esperienza che ha ospitato ottomila persone: "Volevamo un tavolo di concertazione con il ministero per capire gli effetti e soprattutto cosa sarebbe successo dopo il Cara. Invece c'è stato un diktat, un vero e proprio saccheggio. E' quasi come se si volesse mettere fine all'integrazione. Noi siamo dispiaciuti perché sono degli amici che vanno via, è per questo che ci dispiace." Oltre ai rifugiati, ci sono i 120 dipendenti delle cooperative che servivano il Cara e che dal 1 febbraio saranno senza lavoro. La psicologa Francesca Maurizi opera qui da 5 anni: "Lunedì abbiamo dovuto cominciare a fare le liste dei ragazzi per le partenze. Ci hanno lasciato anche la patata bollente di decidere noi chi mandare, in quale regione, non sapendo nemmeno rispondere alle domande di questi ragazzi: ma dove vado? Non abbiamo avuto indicazioni di nessun genere". "Questo è il primo Cara - conclude l'onorevole Muroni - stiamo vedendo solo l'antefatto di quello che ci aspetta. E' importante stabilire un metodo civile per procedere allo spostamento di queste che sono persone, sono esseri umani, non sono degli animali."

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