CATEGORIE

La Natura e l'immateriale monumentale: Marinus Boezem a Milano

sabato 26 gennaio 2019
2' di lettura

Milano (askanews) - Una cattedrale fatta di semi di mangime per uccelli all'interno di una galleria d'arte milanese. È la manifestazione più clamorosa della prima mostra personale in Italia dal 1978 dell'artista olandese Marinus Boezem, ospitata nella Galleria Fumagalli, un progetto nel quale arrivano a convergere Land Art e concettualismo, interno ed esterno e, ovviamente, natura e artefatto. "Il rapporto tra Natura e Cultura - ha detto ad askanews la gallerista Annamaria Maggi - è assolutamente molto stretto in questo tipo di lavoro, Marinus Boezem ama, ed è una delle sue caratteristiche principali, portare all'interno degli ambienti la Natura ed evocarne i vari aspetti". "Bird's-eye wiev", questo il nome sia dell'opera principale sia della mostra, ricrea con i semi la pianta della Basilica di San Francesco ad Assisi e porta la Natura, attraverso rami che spuntano dalle pareti, a letteralmente assediare lo spazio, ma con grazia e leggerezza, con una lentezza che ha qualcosa di maestoso. "È un lavoro totalmente nuovo - ci ha raccontato il curatore della mostra, Lorenzo Bruni - che vediamo per la prima volta a Milano, ma è anche un lavoro, come direbbe anche lui, che ci ha messo tutta una vita per arrivare qui. Infatti all'interno di questa installazione, ma forse è improprio chiamarla installazione, perché lui mette in crisi il concetto di installazione, ritroviamo tutti i temi importanti di Marinus Boezem, ed ecco anche qui che il concetto di installazione non si limita al perimetro della galleria, ma anche a una sua smaterializzazione". L'immateriale, il non negoziabile: nel lavoro di Boezem, oggi 85enne, ritornano alcune delle suggestioni dell'Arte povera, ma anche molte pratiche che sono andate oltre, come i lavori di scrittura aerea di cui la mostra da Fumagalli presenta una nuova lettura, attraverso un'opera del 2019 che unisce nuvole, ventilatore e specchio. "Siamo tutti noi che partecipiamo a questa dimensione effimera - ha aggiunto Bruni - che però nella nostra memoria e nel nostro racconto con gli altri diventa eterna". Un'ultima considerazione che non può essere evitata, per quanto possa apparire banale: una mostra per tanti versi intangibile in una galleria privata. "La parte commerciale - ha concluso Annamaria Maggi - viene gestita in modo diverso, e ovviamente è indispensabile per sopravvivere, ma la gestiamo in un altro modo. I progetti specifici che faccio con gli artisti devono essere totalmente liberi e di grande respiro". E ricordare che proprio dalle gallerie il Secondo Novecento ha visto spesso partite i movimenti e gli artisti che poi hanno fatto la storia può essere una buona prospettiva per abbracciare a tutto tondo le sensazioni innescate dalla mostra di Boezem, aperta al pubblico fino al 5 aprile.

tag

Ti potrebbero interessare

Iran, Trump: prevediamo 4-5 settimane guerra, ma possiamo più a lungo

Roma, 2 mar. (askanews) - Intervenendo alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver preso la decisione di scatenare una guerra contro l'Iran perché era "l'ultima, migliore possibilità" per fermare il presunto programma nucleare del Paese. L'Operazione "Epic Fury" sarebbe "molto avanti rispetto ai tempi previsti" grazie all'eliminazione di decine di alti funzionari di Teheran, secondo Trump. Su quanto durerà la guerra, ha affermato:

"Siamo già in notevole anticipo rispetto alle nostre previsioni, ma qualunque sia il tempo, va bene. Qualunque cosa serva, lo faremo sempre - e lo abbiamo fatto fin dall'inizio, abbiamo previsto 4 o 5 settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più lontano", ha spiegato.

"Questa era la nostra ultima, migliore possibilità di colpire, che è ciò che stiamo facendo adesso, ed eliminare le intollerabili minacce poste da questo regime malato e sinistro. E sono davvero malati e sinistri", ha sottolineato.

TMNews

Israele, lo shock degli abitanti di Beit Shemesh colpita dall'Iran

Beit Shemesh (Israele), 2 mar. (askanews) - Nelle immagini, i danni il giorno dopo un attacco missilistico iraniano sulla città di Beit Shemesh, nel centro di Israele. Secondo i soccorsi, almeno nove persone sono state uccise nell'attacco in rappresaglia per i bombardamenti israeliani e americani sull'Iran, e i feriti sono stati oltre 50. Fra i morti, una madre con sua figlia.

"Oggi è una giornata molto difficile: stiamo seppellendo una figlia della nostra città, insieme a un membro della sua famiglia e a sua madre. Penso che sia una perdita enorme. Vedo persone che camminano qui intorno profondamente traumatizzate e sotto shock", dice Galit Machmali, uan residente di Beit Shemesh.

"Non so quanto tempo ci vorrà per la nostra città per superare tutto quello che sta succedendo qui e questa grande perdita, ma sono fiduciosa e ottimista perché siamo una città molto, molto calorosa e amorevole. Ci uniremo tutti e prego che questa sia l'ultima guerra", ha aggiunto.

TMNews

Libano, il crollo di un palazzo di Hezbollah colpito da Israele

Tiro (Libano), 2 mar. (askanews) - Un edificio crolla e una densa colonna di fumo si alza nell'aria dopo che Israele ha bombardato gli uffici di Al-Qard al-Hassan, una società di microcredito legata a Hezbollah, nella città costiera di Tiro, nel Sud del Libano. Gli uffici di questa entità sono stati presi di mira da Israele in diverse località del Paese, dopo un attacco di Hezbollah verso lo Stato ebraico, condannato dal premier libanese Nawaf Salam, in un inedito annuncio della "proibizione immediata di tutte le attività militari di Hezbollah", la potente milizia libanese scita e filo-iraniana. Il ministero della Salute ha diffuso un primo bilancio secondo cui vi sarebbero 31 morti e 149 feriti a seguito dei bombardamenti israeliani.

TMNews

Crozza diventa Crosetto: "Della guerra ho saputo da video di BigMama"

Roma, 2 mar. (askanews) - Il comico genovese Maurizio Crozza si trasforma per la prima volta nel ministro della Difesa Guido Crosetto, appena rientrato da Dubai, dove era rimasto bloccato in seguito all'attacco congiunto Stati Uniti Israele contro l'Iran, con l'aereo di Stato "pagato tre volte".

"Io pago tutto tre volte... anche il caffè", ironizza Crozza-Crosetto. Il motivo? Un "senso di colpa grosso come tre sensi di colpa", dopo aver portato la famiglia a Dubai, arrivando a definirsi "l'unico patriota che pensa che Dubai sia più sicura dell'Italia".

E quando gli viene chiesto se fosse stato informato della guerra, la risposta sorprende: non dai servizi segreti, ma da BigMama. "Ho visto il video in cui piangeva 'non riesco a tornare a casa'. L'ho visto tre volte".

Fratelli di Crozza torna da venerdì 6 marzo ogni venerdì in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+.

TMNews