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Il Capitano dei Ghiacci, docufilm sulla storia del Capitano Berni

sabato 28 settembre 2019
2' di lettura

Roma, 26 set. (askanews) - Il capitano degli Alpini, Arnaldo Berni, morì in battaglia nel 1918 a 24 anni e il suo corpo non fu mai trovato. E' il disperso più cercato della storia, il simbolo di una guerra, la Prima Guerra Mondiale, che si è giocata ad alta quota e la sua storia, oggi, a distanza di più di un secolo, viene raccontata nel documentario "Il Capitano dei Ghiacci", in prima visione su History (in esclusiva su Sky al canale 407) il 30 settembre alle 21.50. Il film, prodotto da Marco Nereo Rotelli e Elena Lombardi di Art Project con Istituto Luce Cinecittà (produttore associato HF4, con il Patrocinio del Comune di Mantova e Associazione Mantova Film Commission), per la prima volta ha visto un dispiegamento di forze che ha coinvolto anche il Corpo degli Alpini, con riprese che hanno toccato 3.700 metri di altezza, in circa 12 mesi. Il regista Matteo Raffaelli: "Questa è una storia incredibile, senza precedenti. Quella di un capitano per oltre cento anni cercato prima dalla famiglia, poi oltre 40 anni fa ha iniziato le ricerche il tenente colonnello Bepi Magrin che è il testimonial di questa storia". "Bernie più di altri incarna l'essere umano, l'uomo, purtroppo la prima Guerra Mondiale spesso è ricordata con i numeri, l'enorme quantità di morti, mutilati, spesso la loro storia personale è venuta meno e il capitano Bernie è una delle grandi storie perché la sua persona, la sua figura, è riuscita a non perdere mai l'umanità, la sensibilità, l'attenzione per i suoi uomini".

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Un vero e proprio terremoto che ha avuto immediate ripercussioni sull'organizzazione della Biennale: la cerimonia di premiazione, prevista per il 9 maggio, è stata spostata all'ultimo giorno di apertura, il 22 novembre e al posto dei premi della giuria dimissionaria saranno assegnati due "Leoni dei visitatori": uno per il miglior artista partecipante alla 61esima esposizione e uno per la migliore Partecipazione nazionale: a quest'ultimo premio concorrono tutte le partecipazioni, quindi anche Russia e Israele. Questo - spiegano dall'istituzione veneziana - in coerenza con i principi fondativi di apertura, dialogo, rifiuto di ogni forma di chiusura e di censura.

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