CATEGORIE

Germania, Bundestag decreta passaggio di mano archivi della Stasi

sabato 28 settembre 2019
2' di lettura

Berlino, 27 set. (askanews) - Trent'anni di sensi di colpa e un'archivio storico che pesa come un macigno sulla coscienza collettiva tedesca, e che da ora sarà sotto il diretto controllo del governo. Il Bundestag ha approvato il trasferimento negli archivi federali dei documenti e delle registrazioni della Stasi, la famigerata polizia della Germania dell'Est che tenne sotto controllo milioni di tedeschi tra il 1950 e il 1989. Secondo gli ex dissidenti, è semplicemente un modo per mettere a repentaglio il patrimonio della memoria. E molti hanno espresso forte criticità nei confronti della misura. Le cifre danno un'idea dell'entità dello spionaggio in un momento in cui non esistevano né Internet, né i telefoni cellulari: 111 chilometri di documenti scritti, oltre a 1,7 milioni di foto e 34.000 registrazioni audio o video. Quell'universo di sospetto, delazione e oppressione ben descritto ne "Le vite degli altri", di Florian Henckel von Donnersmarck che conquistò l'Oscar come migliore film straniero nel 2007. Ma soprattutto che ha diramazioni storiche anche nel presente visto che nella notte dell'assalto alla Stasi, il 9 novembre 1989 a Dresda, in prima linea nella difesa degli archivi c'era un giovane Vladimir Putin, allora ufficiale di sicurezza senior e oggi leader russo e interlocutore costante nei complessi rapporti che regolano Mosca e Berlino. Quella notte è storia: gli agenti dell'est furiosi tentano di distruggere l'edificio e i documenti della polizia segreta della Germania comunista. Accanto a quel palazzo c'era la sede del Kgb, i servizi sovietici. A difenderlo solo il tenente-colonnello Putin che pronuncia la frase ormai storica: "Ho 12 pallottole, una per me, il resto è per voi". Nel caos del 1989-90, lo stato di polizia alleato sovietico crollò, gli ufficiali della Stasi distrussero freneticamente i file, quando le macchine si spezzarono sotto lo sforzo, strapparono i documenti a mano per spappolare o bruciare gli scarti. Nelle memorie di Putin c'è chiaramente scritto che a furia di bruciare documenti la stufa scoppiò. Dopo la riunificazione nel 1990, venne rapidamente nominato il Commissariato Federale per gli Archivi della Stasi. Nei tre mesi successivi, più di tre milioni di persone richiesero allo stato di sapere chi dei loro colleghi, insegnanti o persino familiari aveva riferito su di loro e cosa. E oggi le associazioni di vittime della dittatura comunista criticano questa imminente fusione che, a loro avviso, renderà più difficile l'accesso a documenti di primaria importanza per la ricerca storica. Questa riforma si annuncia come lo scioglimento della più grande istituzione di riflessione critica sulla DDR, lamentano gli storici. Mentre da Die Link attaccano: "Il problema è che in questo Paese e in questo Parlamento sono sempre i tedeschi dell'Ovest a decidere cosa devono fare i tedeschi dell'Est del loro passato".

tag

Ti potrebbero interessare

Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

Gli Stati Uniti, che erano già passati da una situazione "abbastanza buona" a una "problematica" nel 2024, anno della rielezione di Donald Trump, sono scesi di altre sette posizioni a 64, si legge nel rapporto. La Russia di Vladimir Putin è al 172esimo posto. L'Italia passa dalla posizione 49 alla 56. La Germania è 14esima, la Francia 25esima. Il peggior crollo nella classifica nel 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere.

Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".

E Cedric Alviani, a capo di Rsf per l'Asia orientale ha specificato: "La libertà di stampa non significa che i media hanno il diritto speciale di fare ciò che vogliono. Non significa che i proprietari dei media, ovvero i gruppi che possiedono i mezzi di informazione, hanno il diritto di utilizzare i media come desiderano per il proprio tornaconto. Questa non è libertà di stampa".

TMNews

La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) - La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell'estetica per il progetto di arte pubblica "Marea", allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

"Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova - ha detto l'artista ad askanews - perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza".

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d'acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all'intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

"Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l'acqua - ha aggiunto Melissa McGill - si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l'energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi".

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell'artista sempre ispirate al tema dell'acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l'arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

TMNews

"L'amore sta bene su tutto", Morelli, Gerini, i sentimenti imprevedibili

Roma, 30 apr. (askanews) - Giampaolo Morelli nel suo nuovo film "L'amore sta bene su tutto", nei cinema dal 6 maggio, interpreta uno psicologo, autore di un libro di successo su come lasciare il proprio partner, che viene sorpreso da un sentimento travolgente. E nella commedia si intrecciano tre storie, interpretate da Claudia Gerini, Gianmarco Tognazzi, Max Tortora, Monica Guerritore, Paolo Calabresi, Ilenia Pastorelli, in cui l'imprevedibilità è proprio il tratto comune.

A proposito del suo personaggio Morelli ha detto: "E' un uomo che in realtà si protegge dall'amore perché si protegge dalla sofferenza, ma l'amore ti mette a rischio, quindi consigli sull'amore proprio non se ne possono dare, l'amore va vissuto e comporta inevitabilmente dei rischi".

Tra equivoci, vecchie ferite e nuove scoperte, l'amore prende varie forme nel film, e trasforma la vita di ogni personaggio. "E' come l'ossigeno, è come l'acqua, è necessario, come si può vivere senza amare? - ha detto Gerini - Dobbiamo amare anche il prossimo, fare un sorriso a quello che ti sta vicino. L'amore dei figli, degli amici.. L'amore sta bene veramente su tutto. Amatevi".

TMNews

Giorgetti: su mancato rientro deficit non abbiamo sfera di cristallo

Roma, 30 apr. (askanews) - Perché siamo arrivati al 3,07%? Sul mancato rientro dell'Italia per deficit eccessivo "diciamo che non abbiamo la sfera di cristallo, ma non me ne faccio un cruccio, non altrimenti risolvibile": lo ha detto il ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, replicando in aula alla Camera al termine del dibattito sul Documento finanza pubblica.

"Quello che merita una qualche spiegazione è questo dibattito sul nuovo patto di stabilità, qualcuno dice 'ah, questo Governo non avrebbe dovuto firmarlo'. Io rispondo che se non si firmava, sarebbe rientrato quello vecchio, che vi posso garantire che è assai peggio", ha aggiunto.

"Se il riferimento si fa tra il nuovo Patto di stabilità e il momento in cui il vecchio Patto di stabilità era sospeso - ha concluso - si fa una incongruenza logica che offende anche le intelligenze più semplici".

TMNews