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Caritas: in Italia gli stranieri regolari sono 5,25 milioni

sabato 28 settembre 2019
1' di lettura

Roma, 27 set. (askanews) - L'Italia, con 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti (8,7% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al terzo posto nell'Unione Europea. Diminuiscono gli ingressi per motivi di lavoro, mentre aumentano quelli per motivi di asilo e protezione umanitaria. Sono alcuni dei dati del XXVIII Rapporto Immigrazione 2018-2019 presentato a Roma da Caritas e Migrantes, in cui si evidenzia che dal 2014 la perdita di cittadini italiani risulta l'equivalente di una grande città come Palermo (677 mila persone): una perdita compensata, nello stesso periodo, dai nuovi cittadini per acquisizione di cittadinanza (oltre 638 mila) e dal contemporaneo aumento di oltre 241mila unità di stranieri residenti. Pur tenendo conto della diminuzione della natalità straniera (-3,7% nel 2018), sempre più simile a quella della popolazione autoctona, perdura il contributo degli immigrati alla riproduzione demografica dell'Italia. Al primo gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena (pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese (8,4% del totale) e quella marocchina (8%). La popolazione straniera sul territorio italiano risiede prevalentemente nelle regioni più sviluppate del Nord (57,5%) e in quelle del Centro (25,4%), mentre nel Mezzogiorno (12,2%) e nelle Isole (4,9%) appare più contenuta, sebbene in crescita. Ai primi posti come Regioni, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Anche la Cei si è espressa sul tema immigrati: il presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha affermato che con il nuovo governo si sente "un cambio di passo" nel Paese sulla questione.

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Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

Gli Stati Uniti, che erano già passati da una situazione "abbastanza buona" a una "problematica" nel 2024, anno della rielezione di Donald Trump, sono scesi di altre sette posizioni a 64, si legge nel rapporto. La Russia di Vladimir Putin è al 172esimo posto. L'Italia passa dalla posizione 49 alla 56. La Germania è 14esima, la Francia 25esima. Il peggior crollo nella classifica nel 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere.

Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".

E Cedric Alviani, a capo di Rsf per l'Asia orientale ha specificato: "La libertà di stampa non significa che i media hanno il diritto speciale di fare ciò che vogliono. Non significa che i proprietari dei media, ovvero i gruppi che possiedono i mezzi di informazione, hanno il diritto di utilizzare i media come desiderano per il proprio tornaconto. Questa non è libertà di stampa".

TMNews

La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) - La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell'estetica per il progetto di arte pubblica "Marea", allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

"Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova - ha detto l'artista ad askanews - perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza".

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d'acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all'intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

"Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l'acqua - ha aggiunto Melissa McGill - si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l'energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi".

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell'artista sempre ispirate al tema dell'acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l'arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

TMNews

"L'amore sta bene su tutto", Morelli, Gerini, i sentimenti imprevedibili

Roma, 30 apr. (askanews) - Giampaolo Morelli nel suo nuovo film "L'amore sta bene su tutto", nei cinema dal 6 maggio, interpreta uno psicologo, autore di un libro di successo su come lasciare il proprio partner, che viene sorpreso da un sentimento travolgente. E nella commedia si intrecciano tre storie, interpretate da Claudia Gerini, Gianmarco Tognazzi, Max Tortora, Monica Guerritore, Paolo Calabresi, Ilenia Pastorelli, in cui l'imprevedibilità è proprio il tratto comune.

A proposito del suo personaggio Morelli ha detto: "E' un uomo che in realtà si protegge dall'amore perché si protegge dalla sofferenza, ma l'amore ti mette a rischio, quindi consigli sull'amore proprio non se ne possono dare, l'amore va vissuto e comporta inevitabilmente dei rischi".

Tra equivoci, vecchie ferite e nuove scoperte, l'amore prende varie forme nel film, e trasforma la vita di ogni personaggio. "E' come l'ossigeno, è come l'acqua, è necessario, come si può vivere senza amare? - ha detto Gerini - Dobbiamo amare anche il prossimo, fare un sorriso a quello che ti sta vicino. L'amore dei figli, degli amici.. L'amore sta bene veramente su tutto. Amatevi".

TMNews

Giorgetti: su mancato rientro deficit non abbiamo sfera di cristallo

Roma, 30 apr. (askanews) - Perché siamo arrivati al 3,07%? Sul mancato rientro dell'Italia per deficit eccessivo "diciamo che non abbiamo la sfera di cristallo, ma non me ne faccio un cruccio, non altrimenti risolvibile": lo ha detto il ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, replicando in aula alla Camera al termine del dibattito sul Documento finanza pubblica.

"Quello che merita una qualche spiegazione è questo dibattito sul nuovo patto di stabilità, qualcuno dice 'ah, questo Governo non avrebbe dovuto firmarlo'. Io rispondo che se non si firmava, sarebbe rientrato quello vecchio, che vi posso garantire che è assai peggio", ha aggiunto.

"Se il riferimento si fa tra il nuovo Patto di stabilità e il momento in cui il vecchio Patto di stabilità era sospeso - ha concluso - si fa una incongruenza logica che offende anche le intelligenze più semplici".

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