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Sanremo, Mahmood: "Soldi" canzone autobiografica piena di rabbia

sabato 16 febbraio 2019
1' di lettura

Sanremo, 11 feb. (askanews) - Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, il cantante milanese che ha vinto il Festival di Sanremo con "Soldi", racconta ad askanews di essersi messo in gioco sul palco dell'Ariston con una canzone autobiografica, piena di ricordi e rabbia. "Anche se il mio brano si chiama 'Soldi' non parla di soldi in senso materiale ma parla di come i soldi possano a volte cambiare i rapporti anche all'interno della famiglia. Il mio brano parla di questo, di un mio ricordo di infanzia, è autobiografico e lo racconto così, fra un battito di mani e un soldi", ha spiegato. "Evoco un ricordo, sembra che voglia dire frasi molto dure, c'è molta rabbia in questo pezzo ci sono frasi che non vanno prese ovviamente alla lettera 'beve champagne sotto ramadan' è solo un modo per dire 'predichi bene e razzoli male', racchiude un messaggio molto forte questo pezzo". Messaggio che lo ha portato alla vittoria.

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L'edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

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Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. "Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un'interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l'utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea del GDPR, ma anche dell'AI Act".

L'altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: "Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E' stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c'è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d'attesa, ma è la presa in carico".

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