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Tutto su "Giovani e influencer" con Alberto D'Onofrio

sabato 16 febbraio 2019
2' di lettura

Milano, 12 feb. (askanews) - Un mondo virtuale che vive sugli schermi dei device e nei social network partendo però da esistenze ed esigenze reali; capire il mondo degli influencer non è semplice, è una realtà complessa, socialmente ed economicamente rilevante, amatissima dai giovani ma che spesso sfugge agli adulti. Il documentario in quattro puntate in onda su Rai 2 da martedì 12 febbraio alle 23.30 "Giovani e influencer", cerca di fare luce su questo fenomeno esploso negli ultimi anni con la voce narrante dell'autore Alberto D'Onofrio. "Abbiamo pensato di raccontare il mondo degli influencer perchè mi sembrava che stesse diventando un mestiere vero in Italia. Fino a due anni fa nessuno sapeva cosa facessero questi influencer, era visto solo come un esercizio di vanità, ma per altri è una strada che porta a un lavoro vero. Ma nell'ultimo anno e mezzo, con l'avvento di molte agenzie che hanno iniziato a rappresentare questi influencer e a fare da filtro tra loro e i brand è diventato un mestiere vero. C'è di tutto, c'è innanzi tutto il loro vissuto personale che è interessantissimo, il loro rapporto con i follower, perchè ci sono i fan ma anche quelli che li criticano e li odiano e poi è interessente vedere come loro si rapportano con questa finestra sul mondo, loro si riprendono a casa con il telefonino o con telecamerina e parlano col mondo, all'inizio non sanno quanta gente li vedrà, ma quando il successo arriva e diventa un lavoro è molto interessante perchè è un salto nell'oceano". Ci sono influencer per tutti i gusti: dal make up alla cucina, dai motori al fitness, dalla medicina estetica al life style. Il mondo della rete è in piena espansione e questi giovani pionieri dello schermo hanno idee e storie tutte da raccontare.

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Questo, ha continuato Schlein, "lo dice anche chi, come me, è stata parlamentare europea in una fase in cui la battaglia per gli italiani era quella di far condividere a tutti i paesi membri la responsabilità sulla condivisione dell'accoglienza" dei migranti. E quindi, ha rilevato, "non è un successo di Giorgia Meloni il fatto che di questo non si parli più in quel Parlamento; anzi, è una resa".

"È una resa - ha sottolineato la segretaria del Pd - all'idea che si faccia solo un cosa, come dicevano loro (la destra, ndr): mandare fuori le persone, che vuol dire violarne i diritti fondamentali, ma soprattutto importare in Europa il modello dell'Ice di Trump".

"Nella regolazione approvata ieri - ha ricordato - c'è anche la possibilità di fare delle perquisizioni senza nemmeno il mandato, violando dei principi fondamentali dello stato di diritto. Quindi noi ci siamo opposti, ovviamente a questo passo indietro incredibile".

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Milano, 18 giu. (askanews) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato l'importanza di mantenere stretti legami tra Israele e Stati Uniti dopo la conclusione dell'accordo iraniano-americano, ricordando che Washington è stata al fianco di Israele durante la guerra contro l'Iran.

"La lotta non è ancora finita e ci attendono ulteriori sfide, che richiedono un giudizio lucido, una difesa risoluta degli interessi di sicurezza di Israele e, al contempo, la salvaguardia del nostro rapporto fondamentale con i nostri amici americani che hanno combattuto al nostro fianco, spalla a spalla cosa di cui siamo profondamente grati", ha dichiarato il primo ministro israeliano.

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Milano, due teatri si interrogano su "Di che vivono gli uomini"

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Tra le novità in cartellone l'esordio di Poretti come regista e il festival del giullare "FOOLS", dedicato al grande tema del comico. "Ridere fa bene - ha detto ancora Luca Doninelli, terzo direttore artistico - ha ragione Dario Fo, certe cose le capiamo solo ridendo quando qualcuno ci fa ridere e quindi fa bene all'intelligenza e quindi partiamo con questo e chiudiamo con il mistero dei 'Santi Innocenti', opera di un autore un po' maledetto, Charles Péguy, cattolico odiato dai cattolici, perché si schierò contro la chiesa nell'Affaire Dreyfus, un socialista, non battezzò i suoi figli, ed è uno dei più grandi geni cristiani dell'epoca moderna. Il teatro è una forma di lotta, una forma di resistenza e noi con questo inizio e questa fine abbiamo po' disegnato l'arco di una stagione".

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