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Trump dichiara l'emergenza per costruire muro, pioggia di ricorsi

sabato 16 febbraio 2019
2' di lettura

Washington, 16 feb. (askanews) - Dopo aver dichiarato lo stato di emergenza nazionale per avere i fondi per costruire il muro al confine con il Messico, Donald trump con la moglie Melania si è diretto alla sua residenza di Mar-o-lago in Florida per passare il weekend e verosimilmente giocare a golf. Dietro di lui lascia un paese sconvolto dalle polemiche. Gli editoriali della stampa sono unanimi. Muro finto, finta emergenza dice la direzione del New York Times. L'unica cosa vera è che dichiarare l'emergenza consente al presidente l'accesso a miliardi di dollari, aggirando il blocco della Camera a maggioranza democratica. Secondo il Washington Post, la decisione spacca anche i repubblicani trascinandoli in una lotta intestina pericolosa in vista delle elezioni del 2020. Dall'altra parte l'opposizione. Al Congresso, la commissione giustizia della Camera ha annunciato l'apertura immediata di un'inchiesta parlamentare. In California, il governatore Gavin Newsom e il procuratore generale Xavier Becerra annunciano che porteranno Trump in tribunale. "Ha il potere di dichiarare una emergenza nazionale ma questo non è l'11 settembre, né la crisi degli ostaggi iraniani nel 1979" ha detto Becerra. "Questo è un presidente che mostra il suo disprezzo per la legalità e la Costituzione". Non sono gli unici. William Yeatman, ricercatore al Cato Institute di Washington, ritiene che l'emergenza dichiarata per costruire il muro anti migranti provocherà una cascata di ricorsi giuridici. " Gli Stati useranno due argomenti: diranno che è irragionevole in base alla legge, e diranno che è costituzionalmente scorretto perché la decisione scavalca l'autorità dello Stato".

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