CATEGORIE

Gaeta invasa dalla 'Generazione Z' per il Festival dei Giovani

sabato 6 aprile 2019
2' di lettura

Gaeta, 4 apr. (askanews) - Valorizzare le generazioni future. Sempre in rapida evoluzione, intenzionate a farsi ascoltare e a far emergere talento e idee. Con questi e molti altri propositi ha preso il via nella cittadina laziale di Gaeta il Festival dei Giovani, la manifestazione ideata dalla imprenditrice Fulvia Guazzone di Noisiamofuturo e organizzata in collaborazione con l'Università Luiss Guido Carli, il Comune di Gaeta e Intesa Sanpaolo. Ad aprire l'edizione di quest'anno, la quarta, è stato il saluto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha auspicato che questo appuntamento diventi un luogo di incontro aperto al dibattito e all'attualità civica e sociale. Una folla di licei e istituti superiori ha pacificamente preso d'assalto Gaeta, che per tre giorni diventerà la capitale della cosiddetta Generazione Z con dibattiti, confronti, contest e incontri formativi sulle tematiche più sentite. Dall'ambiente all'autoimprenditorialità, dalla cittadinanza all'Europa passando per l'innovazione e il mondo social. Lo scorso anno furono 23mila le presenze registrate e oltre 230 gli eventi organizzati: l'edizione 2019 sarà caratterizzata anche da tante novità. Una particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio in continua evoluzione, ai neologismi e anche alle serie tv. Con il progetto Make Your Own Series (MyOs), migliaia di studenti si sono cimentati nella realizzazione di soggetti e storie per serie tv che traessero ispirazione dalle loro esperienze personali. Una giuria di esperti premierà i lavori migliori. Il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, fissa gli obiettivi: "La parola d'ordine quest'anno è emersione: i ragazzi si confronteranno in una tre giorni di dibattiti, convegni, seminari che auto-organizzano e gestiscono in uno scambio di confronto molto utile e di grande valore su quanto stanno emergendo le dinamiche delle preoccupazioni che hanno e delle opportunità che si possono creare...L'università Luiss ha da sempre sostenuto questo festival e siamo contenti che stia crescendo e diventando sempre più il festival dei giovani di riferimento dell'intero Paese Italia". Grazie anche alla presenza di un gruppo di studenti giordani della Luiss, si parlerà di cittadinanza e integrazione. Ma la manifestazione offrirà anche l'opportunità di discutere di innovazione e di imprese. Con un occhio particolare all'orientamento al percorso scolastico e al lavoro, che avranno attività mirate grazie ai partner Eni, Umana, Coca Cola e Nuova accademia delle arti. E loro, i ragazzi, i protagonisti del Festival dei Giovani, cosa si aspettano? "Sarà un modo per confrontarci e magari, chissà, capire qualcosa sul nostro futuro".

tag

Ti potrebbero interessare

25 aprile, tensione a Milano e spari a Roma: continuano le polemiche

Milano, 26 apr. (askanews) - Non si spengono le polemiche dopo gli episodi avvenuti durante le manifestazioni a Milano e Roma per celebrare il 25 aprile, festa della liberazione dal nazifascismo. Nel capoluogo lombardo scintille fra comunità ebraica milanese e Anpi dopo la tensione in Corso Venezia al tradizionale corteo per il 25 aprile fra Pro Pal e i rappresentanti della Brigata ebraica, presenti con bandiere israeliane, che alla fine sono stati scortati dalla polizia fuori dal corteo. Ma lo strascico delle polemiche è ancora lungo. "Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema", ha scritto Meloni su X citando, fra altri, l'episodio milanese. "Parole fuori misura" ha commentato dall'opposizione Fratoianni di Avs, sottolineando l'assenza fra gli incidenti citati di quanto avvenuto a Roma, dove durante le celebrazioni per il 25 aprile, a parco Schuster, due attivisti dell'Anpi sono stati colpiti da proiettili sparati da una pistola a aria compressa.

TMNews

Pecoraro Scanio: a 40 anni da Chernobyl nucleare un resta pericolo

Roma, 26 aprile 2026 - "A quarant'anni dal disastro di Disastro di Chernobyl non possiamo permetterci di dimenticare. Quell'evento ha segnato profondamente l'Europa e il mondo, dimostrando in modo drammatico i rischi legati al nucleare da fissione, rischi che, nonostante decenni di evoluzione tecnologica, non possono dirsi completamente superati". Lo ha ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e ex ministro e promotore dei referendum sul nucleare.

"È quindi incomprensibile - prosegue - che ancora oggi si torni a proporre il nucleare da fissione, anche in versioni cosiddette 'ridotte' o modulari. Parliamo di tecnologie che continuano a presentare criticità strutturali sul piano della sicurezza, della gestione delle scorie e dei costi reali".

"Diverso è il discorso sulla fusione nucleare - sottolinea Pecoraro Scanio - su cui è giusto investire in ricerca, trattandosi di una tecnologia completamente differente, che in caso di malfunzionamento si spegne e non comporta rischi di esplosioni o incidenti catastrofici".

"Nel frattempo - aggiunge - la strada è già chiara: energie rinnovabili. Sole, vento, acqua e geotermia rappresentano oggi soluzioni mature, sempre più efficienti e competitive, realizzabili in modo sostenibile e senza i rischi sistemici che abbiamo visto con Disastro di Fukushima e Chernobyl".

"Il governo smetta di guardare al passato e investa con decisione nel futuro: rinnovabili, efficienza energetica e innovazione. La memoria di quanto accaduto 40 anni fa deve tradursi in scelte responsabili e lungimiranti, non in pericolosi ritorni indietro", conclude.

TMNews

Papa: ladri che saccheggiano Terra e combattono guerre ci rubano futuro

Ro, 26 apr. (askanews) - "Non dimentichiamo anche quei ladri che, saccheggiando le risorse della Terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità". Lo ha detto Papa Leone XIV in piazza San Pietro, parlando prima del Regina Caeli.

TMNews

Palestinesi piangono i familiari uccisi da Israele a Gaza city

Gaza, 26 apr. (askanews) - Alcuni palestinesi piangono i loro cari uccisi in attacchi israeliani. I morti sono tre, due uomini e una donna. "Parlano di tregua, eppure non c'è alcun cessate il fuoco. Ogni giorno porta con sé uccisioni, martiri e feriti, oltre a bombardamenti e distruzione quotidiani. Si aggiunge altra distruzione in cui viviamo", dice il padre di una delle vittime, Muhammad Al-Ashqar.

Mahmoud Jaber era il fratello minore: "Ogni giorno porta spari e morte. Cosa dovremmo fare? Il mio fratello maggiore, il mio sostegno, non c'è più. Qual è il mio sostegno? I negoziati? Ci daranno da mangiare?".

TMNews