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Carige, Di Maio: "Commistioni con la politica". Ed elenca i nomi

sabato 2 febbraio 2019
2' di lettura

Roma, 1 feb. (askanews) - Il disastro di Banca Carige è frutto di una gestione scellerata e della commistione con la politica, ha detto il vice premier Luigi Di Maio in aula alla Camera, rispondendo alle interpellanze sulla banca e annunciando nuove norme nei prossimi mesi per il settore, per "evitare nuovi casi di dissesto". "Banca Carige è l'ennesima banca italiana portata sull'orlo del fallimento a causa di una gestione scellerata causata non solo dall'incompetenza dei manager ma anche dalle commistioni con la politica". Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro ha poi chiarito: "Ad ora non sappiamo se intervenire con fondi pubblici, ma se decideremo di mettere soldi dei cittadini nella banca, la banca diventerà dei cittadini", ribadendo, comunque, che un eventuale intervento dello Stato sarà finalizzato a salvare e tutelare i risparmi dei cittadini e i posti di lavoro. Poi l'attacco alla commistione tra mondo politico e banche. Di Maio ha definito Carige una piccola Mps. "La verità è sotto gli occhi di tutti, è il segreto di Pulcinella: la vecchia politica e le banche sono sempre andate a breccetto". Infine ha letto un elenco di nomi. "Basta leggere le carte per vedere che nel cda di Carige nel periodo di maggior sofferenza erano presenti nomi legati al mondo politico che hanno giocato a fare i banchieri". Tra i nomi elencati, Alessandro Scajola, ex presidente ed ex parlamentare, fratello dell'ex ministro Claudio Scajola. Luca Bonsignore, ex consigliere del cda di Carige, e figlio di Vito Bonsignore, ex eurodeputato del Popolo delle Libertà e Giovanni Marongiu, altro ex consigliere, ex sottosegretario nel governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi. "Come vedete si spazia da destra a sinistra - ha detto Di Maio - la vecchia classe politica ha le sue colpe e le ha scaricate sui risparmiatori".

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