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Un italiano top ranking Usa Expertscape per chirurgia plastica

sabato 19 ottobre 2019
3' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - Un chirurgo plastico italiano al top della classifica dell'agenzia di ranking Usa Expertscape. E' Pietro Gentile, ricercatore e docente di chirurgia plastica e ricostruttiva presso l'università di Tor Vergata di Roma. In una intervista negli studi di askanews Gentile, che è anche al primo posto nella graduatoria italiana per la chirurgia plastica nonché al sesto posto assoluto nella graduatoria europea, spiega il significato del riconoscimento e come la chirurgia rigenerativa, grazie allo sviluppo delle biotecnologie, abbia comportato un'evoluzione nell'ambito della chirurgia plastica. Essere al top della classifica Expertscape "comporta un riconoscimento per quella che è una attività scientifica frutto di una serie di esperienze all'interno dell'Università di Tor Vergata che - ha detto Gentile - mi ha messo a disposizione anche gli strumenti per poter raggiungere anche questo tipo di risultato perché le cose non si riescono a fare da soli. Expertscape è un'agenzia di ranking americana che valuta a seconda delle keyword che vengono inserite, il miglior esperto nell'ambito sanitario attraverso l'utilizzo di algoritmi scientifici": Strumenti che "fanno sì che venga fuori il miglior specialista che abbia avuto la possibilità di pubblicare sia quantitativamente che qualitativamente delle pubblicazioni scientifiche di alto impact factor" pubblicate negli ultimi dieci anni. "Questa classifica è il frutto delle ricerche scientifiche che sono a loro volta il risultato delle attività sul campo. Siamo passati dalla chirurgia sostitutiva, che era la chirurgia iniziata negli anni '60 con i trapianti che ad oggi ha ancora la sua importanza e il suo peso - spiega Gentile - per arrivare alla chirurgia rigenerativa che si basa sull'utilizzo delle proprie cellule e dei propri tessuti. Un esempio: nell'ambito della chirurgia plastica rigenerativa, ricordando che è qualcosa che può essere applicato anche agli altri ambiti sanitari, si basa prevalentemente nel mio ambito, nella chirurgia plastica sull'utilizzo del proprio tessuto adiposo e di proprie cellule e di fattori di crescita che possono a loro volta, sempre nell'ambito di manipolazioni minime consentite, essere utilizzate per diversi scopi. Un esempio è rappresentato dall'utilizzo del tessuto adiposo, attraverso procedure di centrifugazione e infiltrazione minima per scopi ricostruttivi, cioè per la ricostruzione mammaria post-oncologica o per finalità estetiche, sostituendosi alle protesi per l'aumento del volume del seno o per il ringiovanimento del volto". "Altri esempi sono dati dall'utilizzo dei propri fattori di crescita ricavati dal sangue che possono essere utilizzati, laddove ci sia una idoneità accertata del paziente e uno screening di criteri di inclusione nella ricrescita dei capelli insieme ad altre metodiche, sempre basate su biotecnologie, rappresentate dall'utilizzo di proprie cellule follicolari, cioè estratte dal cuoio capelluto. L'impiego della chirurgia plastica rigenerativa varia quindi dall'utilizzo del tessuto adiposo alla ricrescita dei capelli" L'approccio dei pazienti come è cambiato? "Se io dovessi sottopormi ad un intervento chirurgico - risponde Gentile - sarei più contento di sapere che è un intervento molto meno invasivo rispetto a quello che avrei dovuto subire magari 15 anni prima. Il paziente percepisce una maggiore serenità nell'avvicinarsi ad interventi di chirurgia rigenerativa nell'ambito della chirurgia plastica. Basti pensare che per l'aumento del seno erano previste delle protesi mammarie ma ad oggi rappresentano una delle metodiche per l'aumento del volume de seno. L'alternativa è l'utilizzo del tessuto adiposo che consente di avere lo stesso aumento del volume del seno ma in maniera molto più naturale e senza l'utilizzo di mezzi esterni, cioè di protesi. Sfruttare le risorse che noi stessi abbiamo: questa è la chirurgia rigenerativa che rappresenta non il futuro ma il presente", conclude Gentile.

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Roma, 26 giu. (askanews) - Familiari cercano i loro cari dispersi dopo le due scosse di terremoto in Venezuela che hanno provocato almeno 235 morti, secondo l'ultimo bilancio ufficiale. Ci sarebbero migliaia di persone che mancano all'appello, decine di edifici sono crollati e si scava tra le macerie.

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