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Nelle turbolenze della contemporaneità: i Masbedo a ICA Milano

sabato 19 ottobre 2019
2' di lettura

Milano, 15 ott. (askanews) - Una riflessione a più livelli su quella che, in fondo, possiamo definire l'idea di un luogo come la Sicilia, filtrata dalla pratica artistica di Masbedo, il duo formato da Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni, che tra film, installazioni e performatività rappresenta una delle anime più vive della scena italiana contemporanea. E all'Istituto contemporaneo per le arti di Milano arriva la loro mostra "Perché le frontiere cambiano". "L'ICA - ha detto Bedogni ad askanews - è un dispositivo incredibile, che permette di lavorare tantissimo e giocare con gli spazi. Essendo un luogo neutro, ma che ha una sua forza e il nostro lavoro tendenzialmente si plasma intorno agli spazi, per noi è stato un piacere essere qui, vista anche la totale libertà che abbiamo avuto nel differenziare i due piani". Una libertà che prende le forme, come sempre con i Masbedo, di una crossdisciplinarietà delle pratiche. In coerenza con lo spirito, ci assicura Massazza, di una ricerca che non ha nessuna voglia di fermarsi. "Io credo - ci ha spiegato - che le frontiere, soprattutto quelle di un artista, sono frontiere destinate continuamente a cambiare, e credo ci sia un'immagine perfetta, questa frase che dice che su una pietra che rotola non cresce il muschio. Questo è importante, perché le frontiere che cambiano hanno sicuramente un'attitudine pericolosa, connessa secondo me all'idea di sublime, ossia qualcosa che si sposta, ferisce, lascia traccia, ferisce, ma l'unico senso che c'è in tutto questo è quello di trovare un'identità nuova, un'appartenenza nuova". Tra il celebre camion Videomobile, la storia della casa di produzione cinematografica siciliana Panaria, e le suggestioni del Gattopardo, ripensate però alla luce della cultura Tamil, la mostra trova una sua dimensione concreta, qui e ora. "E' una mostra - ha commentato Alberto Salvadori, direttore di ICA e curatore dell'esposizione - che è un sistema narrativo, immaginifico, sulla storia del cinema, la storia di una terra straordinaria, mitopoietica per eccellenza che è la Sicilia, e quindi è veramente un grande viaggio nella nostra cultura e nella nostra capacità di rendere straordinario qualsiasi dettaglio che ci sta attorno". Le frontiere certo, ma anche l'impossibilità di non considerare il passato e le sue tracce. "La memoria - ha aggiunto Nico - è uno stabilizzatore di quelle che sono le turbolenze della contemporaneità". "L'archivio - gli ha fatto eco Jacopo - diventa un dispositivo di lancio di nuove progettazioni e di nuova immaginazione". Si starebbe a guardarli e ad ascoltarli per ore, eppure i Masbedo, per loro stessa ammissione, aspettano solo di ripartire, di battere altre strade, di continuare a cercare. Ed è chiaro che va bene così.

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Manovre nelle Filippine evidenziano priorità Usa in Asia

Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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