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Festival di Cannes: la parità? "Noi scegliamo secondo il merito"

sabato 18 maggio 2019
2' di lettura

Cannes, 13 mag. (askanews) - Alain Delon è una leggenda del cinema francese; per questo è giusto assegnargli una Palma d'Oro alla carriera. Così Thierry Frémaux, delegato generale del festival di Cannes, in una conferenza stampa in cui ha anche difeso la selezione dei film presentati: ci sono quindici registe donne di cui quattro in concorso, un vero record per il festival sulla Croisette. Tutte scelte basate sul merito però, ha detto Frémaux: non bisogna mescolare il desiderio di parità con la selezione. Il riferimento è al collettivo "50/50 entro il 2020", che ha spinto il festival a impegnarsi per tutelare diversità e pari opportunità, ma anche a promettere tolleranza zero verso ogni abuso. "Pensare a una metà di registe donne a Cannes è un sogno, non una utopia", ha detto Frémaux, ma sempre sul merito bisogna basarsi. La vera polemica femminista a Cannes quest'anno però riguarda Alain Delon; all'attore dagli occhi blu, 83 anni, verrà consegnato un premio alla carriera, lui che di Palme d'oro non ne ha mai vinte. Ma Delon ha dei trascorsi come sostenitore dell'estrema destra del Fronte nazionale, e in una intervista ha ammesso di aver schiaffeggiato delle donne e ha parlato di "relazioni contro natura" a proposito dei gay. Proprio lui, che fu portato alla fama da Luchino Visconti. Per Frémaux, Alain Delon ha diritto di pensare e dire quello che vuole, ed è uomo di un'altra generazione; non si può generalizzare e giudicare con gli occhi di oggi. Dall'America, Melissa Silverstein, fondatrice del gruppo "Women and Hollywood", si è detta molto delusa. Per l'associazione francese "Osez les femmes", Cannes manda un segnale negativo alle donne e alle vittime di violenza.

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