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Spazio, al via a Milano il Living planet symposium dell'Esa

sabato 18 maggio 2019
2' di lettura

Milano, 13 mag. (askanews) - Ha preso il via a Milano il "Living Planet Symposium", la più grande conferenza mondiale sull'osservazione della Terra dallo Spazio, organizzata dall'Agenzia spaziale europea con il contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dei maggiori player mondiali del settore, tra cui l'italiana Leonardo. Fino a venerdì 17 maggio 2019, oltre 4mila scienziati, tecnici e ricercatori provenienti da tutto il mondo discutono dello stato di salute del pianeta e di "sfide globali" come ha spiegato il direttore dell'Esa, Jan Woerner, in apertura dei lavori. "Naturalmente ognuna di queste sfide è importante - ha detto - il cambiamento climatico certo, ma anche l'immigrazione, la mobilità, le comunicazioni, l'energia, la riduzione delle risorse, lo sviluppo demografico , le catastrofi, la salute, fino alla curiosità". L'intento è mostrare come le missioni spaziali di osservazione della Terra possano aiutarci nell'intraprendere queste sfide, ad esempio nella prevenzione delle catastrofi naturali, nei compiti di protezione civile o anche per l'agricoltura. Tre nuove missioni Esa saranno lanciate entro il 2023: Biomass che misurerà la biomassa delle foreste, Flex per la fotosintesi e EarthCare per studiare i cambiamenti climatici misurando la riadiazione solare in atmosfera. Josef Aschbacher, direttore dei programmi di osservazione della Terra dell'Esa. "Oggi abbiamo creato un sistema di osservazione della Terra che è il migliore in assoluto - ha detto - veramente sono orgoglioso di dirlo, perché è un sistema di tutta l'Europa, compresa l'Italia con CosmoSkymed e Prisma. Abbiamo in Europa un sistema molto forte e molto capace di osservare la Terra e questo è un asset importante che però dobbiamo mantenere affinché nei prossimi 10 anni si mantenga un sistema capace di fare tutte le osservazioni, per questo ci vuole innovazione. L'innovazione è quello che fa l'Esa che spinge in avanti per avere i sistemi migliori". Al symposium vengono presentati i dati più aggiornati relativi al monitoraggio satellitare delle foreste, all'innalzamento dei mari, al buco dell'ozono o allo scioglimento dei ghiacci nell'Artico ottenuti grazie a missioni come Prisma dell'Asi, Copernicus, CosmoSkymed o Aeolus, sullo studio dei venti nella parte alta dell'atmosfera. Non solo, la conferenza rappresenta anche l'occasione per fare il punto sulle possibilità di business per le imprese del settore aerospaziale, in cui il made in Italy riveste un ruolo predominante. L'Asi, infatti, investe circa il 36% del suo budget proprio per le missioni di monitoraggio del pianeta, come ha rimarcato il neo presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia alla sua prima uscita pubblica. "L'osservazione della Terra - ha detto - per via della sua utilizzazione riceve budget da contribuenti diversi, anche da Ministeri diversi, perché parliamo di applicazioni che sono scientifiche o anche nell'ambito della Difesa. È anche questo sotto la nuova governance dello Spazio italiano che mette insieme 12 Ministeri, tutti interessati alle applicazioni spaziali. Questo ci dà anche la possibilità in futuro di aver accesso a finanziamenti che finora erano preclusi o non ancora considerati". Al Living Planet Symposium, infine, spazio anche alle nuove generazioni con la presenza di 2mila studenti delle scuole primarie e secondarie.

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