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Spazio, sbarco umano sulla Luna nel 2024 più vicino per gli Usa

sabato 18 maggio 2019
2' di lettura

Milano, 15 mag. (askanews) - Ogni promessa è debito. L'amministratore della Nasa, Jim Bridenstine ha dichiarato che, come atteso da tempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha approvato l emendamento al budget Nasa per il 2020. Un'iniezione di denaro necessaria in vista delle previste nuove missioni umane sulla Luna del 2024. "Si tratta di 1,6 miliardi di dollari in più rispetto a quanto proposto precedentemente - ha spiegato Bridenstine - che serviranno ad accelerare lo sviluppo del nuovo sistema di lancio Sls, la navetta Orion e, soprattutto, a finanziare lo svilupo del Lunar landing system per il ritorno di un equipaggio umano sulla Luna e per l'esplorazione robotica delle regioni polari del satellite". Tanti soldi in più dunque, che in ogni caso da soli non basteranno a finanziare il ritorno dell'uomo sulla Luna. Bridenstine, infatti, ha sottolineato anche la necessità di ricorrere alla collaborazione di aziende private - come Lockeed Martin e Blue Origin che hanno già presentato le loro proposte per lander lunari e habitat da aggiungere alla stazione spaziale Gateway - oppure effettuare tagli ad altre voci del bilancio Nasa per impegnare maggiori risorse nell'obiettivo primario dei prossimi 5 anni: tornare sulla Luna. "L'esplorazione lunare - ha concluso il numero 1 della Nasa - è il prossimo passo nella storia della nostra Agenzia e porterà benefici a tutti noi. Ora abbiamo l'opportunità di farlo, tutti insieme". Il nuovo programma lunare della Nasa si chiama Artemis e ha l'ambizione, tra l'altro, di portare sulla Luna la prima donna entro il 2024. Non solo, la base che verrà costruita sul suolo del nostro satellite naturale sarà anche la base di partenza per le prossime missioni verso Marte e altri corpi celesti del sistema solare entro il 2030.

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Australia, la strada virale sui social fa infuriare i residenti

Gerringong, 30 apr. (askanews) - Una strada affacciata sul mare, i prati verdi, l'oceano sullo sfondo. Tasman Drive, a Gerringong, due ore a sud di Sydney, sui social è diventata la strada più bella d'Australia. E da allora il paese vede arrivare auto, pullman, visitatori con il telefono in mano. Si fermano, scattano, ripartono.

Il panorama c'è, e si vede. Ma per chi abita qui la vita quotidiana è cambiata: traffico, inversioni in mezzo alla strada, persone ferme sulla carreggiata, prati privati usati come sfondo per i selfie. Alcuni residenti hanno acceso gli irrigatori per scoraggiare le foto davanti casa. Altri chiedono che la strada diventi a senso unico.

La fama è arrivata da Instagram, TikTok e RedNote, la piattaforma cinese usata da molti viaggiatori. La vice sindaca Melissa Matters parla di un impatto economico misto: qualche attività lavora di più, altre vedono passare folla senza grandi ricadute. Gerringong conosce il turismo da tempo. Ora però deve fare i conti con una bellezza diventata virale: milioni di visualizzazioni online, e una strada che deve continuare a servire chi ci vive.

"Penso che stia incidendo su molti abitanti che vivono qui intorno - spiega Linda Bruce, una residente - perché per salire lungo questa strada, cosa che normalmente potrebbero fare in venti secondi, ora ci mettono dieci minuti. Il traffico è diventato un problema. Arriva così tanta gente, e non so se poi passi davvero molto tempo nel paese. È strano vedere così tante persone venire fin qui per il panorama, che è meraviglioso. Uno dei migliori in Australia, forse nel mondo".

"Penso sia per il panorama - dice Andy Liao - perché il paesaggio è così bello. Per questo ho guidato due ore da Sydney per venire qui".

TMNews

Bonifica Graffignano, Stravato: momento concreto riscatto AD

Roma, 30 apr. -"L'avvio di questo cantiere rappresenta un momento concreto di riscatto ambientale per Graffignano e per l'intera Valle del Tevere. Interveniamo su un sito che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e illegalità, restituendo sicurezza ai cittadini e dignità al territorio. Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro coordinato tra istituzioni e operatori qualificati, possiamo finalmente affrontare in modo risolutivo una ferita aperta da oltre vent'anni. Il nostro obiettivo è non solo rimuovere i rifiuti, ma ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica".

Lo dichiara l'Amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato in occasione dell'avvio dei lavori di bonifica di 20.000 tonnellate di rifiuti tossici nella valle del Tevere. Partito infatti il cantiere per cancellare il disastro ambientale, termine lavori entro il 30 giugno, secondo nuove scadenze PNRR.

TMNews

Sogesid, Graffignano: bonifica 20.000 tonnellate rifiuti tossici

Roma, 30 apr. - Iniziati i lavori di bonifica per cancellare l'incubo dei rifiuti tossici nel Comune di Graffignano (VT). L'avvio dell'intervento rappresenta la svolta attesa da decenni per la messa in sicurezza e la riqualificazione della Valle del Tevere, interessata nei primi anni 2000 dallo smaltimento illecito di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici.

L'operazione, gestita da Sogesid - la Società di ingegneria ambientale dello Stato - e svolta dalle imprese Furia e Gentile Ambiente, leader nel campo dei rifiuti, è finalizzata alla rimozione delle tonnellate di veleni sepolti e al ripristino delle condizioni ambientali, nel sito orfano del Pascolaro in località Sipicciano, nel Comune di Graffignano.

I lavori avranno una durata di 29 giorni naturali e consecutivi e saranno realizzati nell'ambito dell'Accordo di Programma per la bonifica dei siti orfani, sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. L'intervento è finanziato con 13 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede, come obiettivo finale della misura, la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d'Azione. "Dopo oltre vent'anni la ferita aperta nel cuore della Valle del Tevere può finalmente iniziare a rimarginarsi". Lo afferma l'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati.

"L'avvio del cantiere per la bonifica del sito orfano del Pascolaro - spiega - rappresenta un passaggio cruciale e decisivo per mettere finalmente fine a una delle emergenze ambientali più critiche della provincia di Viterbo e segna l'inizio di una nuova fase, fondata sulla tutela dell'ambiente, sulla sicurezza dei cittadini e sul recupero al territorio. Un ringraziamento, infine, a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, per il contributo tecnico e operativo che ha reso possibile l'avvio di questo importante intervento di bonifica", conclude il presidente Rotelli.

TMNews

Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

Gli Stati Uniti, che erano già passati da una situazione "abbastanza buona" a una "problematica" nel 2024, anno della rielezione di Donald Trump, sono scesi di altre sette posizioni a 64, si legge nel rapporto. La Russia di Vladimir Putin è al 172esimo posto. L'Italia passa dalla posizione 49 alla 56. La Germania è 14esima, la Francia 25esima. Il peggior crollo nella classifica nel 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere.

Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".

E Cedric Alviani, a capo di Rsf per l'Asia orientale ha specificato: "La libertà di stampa non significa che i media hanno il diritto speciale di fare ciò che vogliono. Non significa che i proprietari dei media, ovvero i gruppi che possiedono i mezzi di informazione, hanno il diritto di utilizzare i media come desiderano per il proprio tornaconto. Questa non è libertà di stampa".

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