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Cic: legge su potature crea un danno per ambiente e ciclo rifiuti

sabato 18 maggio 2019
2' di lettura

Milano, 15 mag. (askanews) - Più impianti per il compostaggio in tutta Italia, soprattutto al Sud e un superamento della legge su sfalci e potature. Sono alcune delle sfide per il Cic, Consorzio Italiano Compostatori, organizzazione senza fini di lucro che si occupa di promuovere e valorizzare le attività di riciclo della frazione organica dei rifiuti e ha come finalità la produzione di compost e biometano. "Una criticità con cui ci stiamo confrontando oramai da tre anni è quella di sfalci e potature dove se da una parte ci viene riconosciuto un ruolo importante per il recupero delle sostanze organiche dall'altra parte ci sono delle situazioni legislative estremamente incerte sulle quali stiamo lavorando, è di questi giorni la pubblicazione di una norma che derubrica dall'ambito dei rifiuti sfalci e potature provenienti dall'ambito pubblico, riteniamo che questa legge non può funzionare", ha detto Flavio Bizzoni, neo eletto presidente del Cic nell'assemblea dei soci che si è tenuta oggi a Milano. Un problema per ambiente e ciclo rifiuti dicono dal Cic, poprio mentre il compostaggio vive un periodo positivo, ha spiegatoAlessandro Canovai, ex presidente del Cic: "La filiera del compostaggio e del biometano si è conquistata il posto che merita, dobbiamo recuperare la fiducia dei cittadini quando andiamo a proporre l'installazione di impianti, infrastrutture che hanno la stessa dignità di un ospedale o una scuola, una società se vuole dirsi civile deve avere anche un impianto di riciclaggio dei rifiuti". Massimo Centemero, direttore generale del Cic, ha fatto il punto della situazione su impianti e differenziata: "Crescono gli impianti, le differenziate, le quantità di compost prodotte, purtroppo sono crescite che non sono omogenee in tutta Italia, nel Sud crescono un po' le raccolte differenziate ma impianti non se ne vedono, quindi questa è una piccola grande criticità, quindi gli impianti nel centro e nel sud Italia dovrebbero essere aumentati".

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Alla fiera KEY - The Energy Transition Expo 2026 nasce ora una nuova collaborazione internazionale per accelerarne lo sviluppo.

Il centro di ricerca Seapower, legato all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha firmato un accordo con Jolywood Solar, gruppo tra i leader globali nella produzione di moduli solari.

La partnership punta a sviluppare progetti fotovoltaici in Europa unendo ricerca tecnologica, servizi di ingegneria e capacità industriale lungo l'intera filiera dell'energia solare.

"E' un accordo di partenariato importante quello che abbiamo firmato con Jollywood - spiega Francesco Lioniello, vicepresidente di Seapower - Noi siamo un centro di ricerca partecipato dall'Università Federico II di Napoli; Jollywood è uno dei primi produttori al mondo di moduli fotovoltaici che investe ingentissime risorse nella ricerca dei nostri prodotti. E' il primo che ha sviluppato la tecnologia TOPCon e sta ancora innovando e immettendo nuovi prodotti sul mercato. In un momento storico in cui noi puntiamo all'internazionalizzazione in Europa, che è un mercato enorme per l'energia rinnovabile, Jolywood sta puntando ad accrescere il loro mercato Italia e quindi si affianca a noi, che abbiamo esperienza in questo mercato e in questo settore".

Seapower fornisce servizi di ingegneria avanzata, coprendo l'intero ciclo di vita del progetto: dagli studi di fattibilità e iter autorizzativi (permitting), fino alla progettazione dell'impianto, alla due diligence tecnica e ai servizi di EPC management.

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