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Spazio, la Nasa chiama una pietra su Marte "Rolling Stones Rock"

sabato 24 agosto 2019
3' di lettura

Milano, 23 ago. (askanews) - Una roccia su Marte è stata battezzata "Rolling Stones rock" e ad annunciarlo è stato Iron-man in persona cioé l'attore Robert Downey Jr. Per decenni, la musica dei Rolling Stones ha avuto una portata globale qui sulla Terra. Ora, l'influenza della band si estende fino a Marte. Il team dietro il lander InSight della NASA ha battezzato una formazione rocciosa sul pianeta in onore della band. I Rolling Stones - Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood - sono stati entusiasti della notizia e hanno commentato: "Che modo meraviglioso per celebrare il tour "Stones No Filter" in arrivo a Pasadena. Questo è sicuramente un traguardo nella nostra lunga storia ricca di eventi. Un enorme grazie a tutti alla NASA per averla resa possibile." Leggermente più grande di una pallina da golf, la roccia sembra aver rotolato di circa 1 metro il 26 novembre 2018, spinta dai propulsori di InSight mentre l'astronave atterrava su Marte per studiare l'interno profondo del Pianeta Rosso Nelle immagini scattate da InSight il giorno successivo, è possibile vedere diversi punti nel terreno rosso-arancione che tracciano il percorso della Rolling Stones Rock, il più lungo percorso di una roccia osservato dalla NASA al momento dell atterraggio con un veicolo spaziale su un altro pianeta. "Il nome Rolling Stones Rock si adatta perfettamente", ha dichiarato Lori Glaze, direttore della Planetary Science Division della NASA a Washington. "Parte della missione della NASA è condividere il nostro lavoro con un pubblico vario. Quando abbiamo scoperto che gli Stones sarebbero stati a Pasadena, onorarli sembrava un modo divertente per entrare in contatto con i fan di tutto il mondo". L'interprete cinematografico di Iron-man, Robert Downey Jr. ha annunciato l evento giovedì 22 agosto al Rose Bowl Stadium di Pasadena prima che l'iconica band salisse sul palco. Nel backstage prima di fare l'annuncio, Downey ha detto: "L impollinazione incrociata tra la scienza e una band rock leggendaria è sempre un ottima cosa". La missione InSight è guidata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, che dista solo pochi passi dal Rose Bowl di Pasadena. Avendo aiutato la NASA a sbarcare tutte le sue missioni su Marte dal 1997, anche il geologo Matt Golombek della JPL è una e propria "roccia" star. Lui ed altri scienziati contano le rocce e valutano la sicurezza dei potenziali siti di atterraggio. "Ho visto molte rocce di Marte durante la mia carriera", ha detto Golombek. "Questa probabilmente non sarà oggetto di molti articoli scientifici, ma è sicuramente una delle più interessanti...". I nomi scientifici ufficiali per luoghi e oggetti in tutto il sistema solare - inclusi asteroidi, comete e punti specifici sui pianeti - possono essere designati solo dall'Unione Astronomica Internazionale. Ma gli scienziati che lavorano con i rover Mars della NASA hanno dato parecchi soprannomi non ufficiali alle rocce e ad altre manifestazioni geologiche. In questo modo è più facile per loro dibattere dei diversi oggetti e fare riferimenti in articoli scientifici. Quindi, mentre il nome Rolling Stones Rock è informale, apparirà ciononostante sulle mappe funzionali del Pianeta Rosso. Il JPL della NASA gestisce InSight per la Direzione della Missione Scientifica della NASA a Washington. InSight fa parte del Discovery Program della NASA, gestito dal Marshall Space Flight Center dell'agenzia di Huntsville, in Alabama. La Lockheed Martin Space a Denver ha costruito il veicolo spaziale InSight, compreso il suo stadio di crociera e il lander, e supporta le operazioni di veicoli spaziali per la missione. Numerosi partner europei, tra cui il Centre National d'Études Spatiales (CNES) francese e il Centro aerospaziale tedesco (DLR), sostengono la missione InSight. Il CNES ha fornito alla NASA lo strumento Sismic Experiment for Interior Structure (SEIS), con il principale investigatore presso l'Institut de Physique du Globe de Paris (IPGP). Contributi significativi per SEIS provenivano da IPGP; il Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania; l'Istituto federale svizzero di tecnologia (ETH Zurigo) in Svizzera; Imperial College London e Oxford University nel Regno Unito; e JPL. DLR ha fornito lo strumento denominato Pacchetto di flusso di calore e proprietà fisiche (HP3), con contributi significativi dal Centro di ricerca spaziale (CBK) dell'Accademia polacca delle scienze e Astronika in Polonia. Il Centro de Astrobiologìa (CAB) spagnolo ha fornito i sensori di temperatura e vento.

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Ferrari presenta Luce, la prima elettrica del Cavallino

Roma, 25 mag. (askanews) - Ferrari apre un nuovo capitolo della sua storia con Luce, la prima vettura full electric della Casa di Maranello, presentata a Roma nella Vela di Calatrava davanti a oltre 200 giornalisti arrivati da tutto il mondo. "Con Ferrari Luce ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile", ha detto il presidente John Elkann. Per il Ceo Benedetto Vigna, la nuova vettura offre "una nostra inedita visione dell'elettrificazione" e conferma la libertà di scelta tra termico, ibrido plug-in ed elettrico.

La Luce nasce su una piattaforma dedicata, con quattro motori elettrici indipendenti, batteria da 122 kWh e architettura a 800 volt. In Launch Control sprigiona fino a 1050 cavalli e oltre 11mila Nm alle ruote: 0-100 in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8 secondi, velocità massima di 310 chilometri orari e autonomia stimata di 530 chilometri. Ferrari ha confermato un prezzo di 550mila euro in Italia. Gli ordini partono da domani, mentre le prime consegne in Europa sono attese entro fine anno.

La Luce è anche una Ferrari inedita: cinque posti, quattro porte con apertura a portafoglio come sulla Purosangue, grande abitabilità per i passeggeri seduti dietro e bagagliaio da quasi 600 litri. Il design è stato progettato con LoveFrom dell'ex Apple Jony Ive, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari, e si distingue per la grande glass house, i fari posteriori rotondi e i cerchi da 23 e 24 pollici. Gli interni uniscono pelle, vetro e alluminio anodizzato, schermo centrale orientabile e numerosi tasti fisici, in controtendenza rispetto agli abitacoli dominati dai maxi-schermi.

Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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