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Italia inadempiente sul debito, Ue propone procedura d'infrazione

sabato 8 giugno 2019
2' di lettura

Roma, 5 giu. (askanews) - Il primo verdetto della Commissione europea sui conti pubblici dell'Italia è arrivato e, come ampiamente previsto, è un giudizio negativo. Ad una prima analisi Bruxelles ritiene la Penisola "inadempiente" sulle regole comuni, specialmente riguardo al debito pubblico, e quindi reputa "giustificata" una procedura nei suoi riguardi. Il vice-presidente della Commissione, il lettone Valdis Dombroskis: "Per l'Italia. Oggi abbiamo pubblicato un rapporto, ai sensi dell'articolo 126 paragrafo 3 del Trattato constatando la violazione del parametro sul debito per il 2018. Il criterio del debito non viene osservato e una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è giustificata". Le valutazioni, arrivate con il Pacchetto di primavera 2019 del semestre europeo, sono accompagnate da giudizi negativi anche su alcune misure chiave prese dal governo e soprattutto sulle loro ricadute sui costi per rifinanziare il debito. "Se esaminiamo l'economia italiana constatiamo che le recenti politiche hanno inflitto danni". "Oggi l'Italia paga in interessi sul debito, tanto quanto spende per il sistema dell'istruzione: nel 2018 il debito italiano ha rappresentato un onere di 38.400 euro per abitante". Quello di oggi era solo "un primo passo". Al commissario agli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, ancora una volta il ruolo di mediatore: "Attenzione non stiamo aprendo oggi questa procedura, sta ora al Consiglio esprimersi su questo obiettivo, sulla base della nostra analisi, che è puramente fattuale. In attesa di questo parere non vedo motivo di fare ulteriori speculazioni al momentio a livello di mercati. Però stiamo esaminando nuovi dati che potrebbero modificare questa analisi. La porta resta aperta (sic), per chi non capisce il mio italiano... La mia porta rimane aperta". Nel frattempo comunque il passaggio ha contribuito a ricreare pressioni sui titoli di Stato, con i rendimenti dei Btp a 10 anni risaliti attorno al 2,60 e lo spread tornato in zona 280 punti base.

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