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DiCaprio si innamora della Formula E e produce un documentario

sabato 14 settembre 2019
2' di lettura

Toronto, 12 set. (askanews) - Leonardo DiCaprio in veste di produttore dall'animo ambientalista ha svelato al Toronto International Film Festival (TIFF) - al via oggi fino al 15 settembre - il suo ultimo progetto: "And we go green", un documentario sulla Formula E, competizione dedicata alle auto elettriche. Il regista Fisher Stevens: "Ci è stato portato da Leonardo DiCaprio, è stata una sua idea. Ha seguito le gare di Formula E e forse ha cercato di farsi coinvolgere da questo sport. È un grande ambientalista, abbiamo appena girato un film intitolato 'Prima dell'inondazione'. È venuto da me e mi ha detto 'dobbiamo fare un film su questo'". "Stiamo anche lottando contro Trump. Perché per me, Trump sta rappresentando l'industria del combustibile fossile, giusto? Quindi stiamo dicendo, una specie di 'ciao, ciao amico', non ci puoi fermare. Questo è un altro motivo importante per cui voglio fare questo film". "Si usava dire 'Corri la domenica, vendi il lunedì. È quello che accade in Formula E - ha spiegato il co-regista Malcolm Venville, sottolineando che le batterie finiscono in auto fatte da Porsche, Audi, Nissan, Renault, da chiunque. Nel giro di uno o due anni tutti i principali produttori passeranno all'elettrico in base ai dati della Formula E". Il campione mondiale di Formula E, il francese Jean Eric Vergne, racconta: "La prima volta che sono arrivato alla Formula E, è vero che era bruttissimo non sentire il rumore del motore, sentire il vento sul casco, abbiamo sensazioni molto diverse sulla velocità. Abbiamo capito che la maggior parte delle sensazioni sulla velocità erano dovute prevalentemente al rumore". Il documentario seguirà per un anno le gare e il fondatore del campionato di Formula E, lo spagnolo Alejandro Agag: "Ciò che ci manca sono più sostenitori, un pubblico che segua la Formula E. Avvicinarci al grande pubblico. Questo, per esempio, è qualcosa che un documentario come questo può ottenere, con Leonardo DiCaprio, con i piloti, affinché la gente conosca meglio i piloti, perché la gente alla fine segue le persone".

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Centrosinistra, Salis: spero che Azione apra a dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) - "E' un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

"Devo dire - ha aggiunto Salis - che non è mai mancato l'appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l'appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un'assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo".

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: "Io sono per l'unione, sono per l'unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme".

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Presentati a Roma 337 beni culturali rimpatriati dagli Stati Uniti

Milano, 29 apr. (askanews) - Trecentotrentasette beni culturali trafugati tornano in Italia dagli Stati Uniti. Tra questi una testa in marmo di Alessandro Magno, bronzi da Ercolano e reperti archeologici che vanno dal V secolo avanti Cristo all'età romana.

Le opere, recuperate grazie alla collaborazione tra carabinieri e autorità americane, sono state presentate a Roma dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dall'ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta.

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Letterkenny, 29 apr. (askanews) - Domenica ha chiuso la maratona di Londra con un frigorifero da 25 chili sulle spalle. Ora Jordan Adams è ripartito per una nuova sfida: 32 maratone in 32 giorni, una per ogni contea d'Irlanda, insieme al fratello Cian.

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A Letterkenny, prima tappa irlandese, Jordan e Cian sono stati accolti da sostenitori, musicisti e runner locali. Uno dei cartelli ricordava l'impresa di Londra: "Non tutti gli eroi portano mantelli, alcuni portano frigoriferi".

"Due anni dopo averla persa, a 52 anni - prosegue Jordan - abbiamo scoperto che anch'io ero portatore della mutazione MAT-T, che mi dà il 99,9% di probabilità di sviluppare la stessa demenza frontotemporale. Cinque anni dopo anche Cian ha fatto il test e ha scoperto di essere portatore. Per questo abbiamo voluto tornare in Irlanda, per continuare questa missione che portiamo avanti da sette-otto anni: sensibilizzare, rendere visibile la demenza, costituire ufficialmente la FTD Brothers Foundation lo scorso anno, e tornare a casa, in Irlanda, dove è cominciata tutta questa devastazione, per onorare i nostri parenti irlandesi e avere un impatto diretto qui sulle persone che vivono con la demenza e sulle loro famiglie".

Cian, fisioterapista, ha seguito anche la preparazione atletica del fratello. La sfida si concluderà a Dublino il 28 maggio.

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