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Aeronautica Militare: "Ecco come cerchiamo e salviamo i dispersi"

sabato 14 settembre 2019
2' di lettura

Foligno (Pe), 12 set. (askanews) - Addestrarsi per la ricerca e il soccorso aereo, in scenari il più vicino possibile alla realtà, creando da zero un aeroporto, organizzandosi e coordinandosi fra diversi attori e ottimizzando le risorse; 430 uomini, di cui 180 militari, hanno partecipato all'esercitazione "Grifone 2019", il più importante e complesso evento addestrativo dell'Aeronautica Militare, organizzato e condotto in collaborazione con il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico. Due giorni presso l'aeroporto civile di Foligno (Pe), in collaborazione con il locale Aeroclub, dov'è stato ricreato un vero e proprio aeroporto campale, con tanto di torre di controllo, come avvenuto già in situazioni di catastrofi naturali, per esempio il terremoto di Amatrice e del Centro Italia. Presenti 13 aeromobili e 27 squadre di ricerca e soccorso a terra, appartenenti a diversi reparti di volo delle Forze Armate italiane, corpi armati dello Stato e altri enti e amministrazioni italiane e straniere che aderiscono all'accordo internazionale Search and Rescue Mediterraneo Occidentale. Presenti anche un elicottero spagnolo, uno francese e uno svizzero. Sono stati creati un centro di coordinamento, comando e controllo di operazioni di ricerca e soccorso in un luogo isolato e impervio, operativo sia di giorno che di notte. Il colonnello Alfonso Cipriano, direttore dell'esercitazione per l'Aeronautica Militare e capo del centro di coordinamento del soccorso del comando operazioni aeree di Poggio Renatico, ha spiegato ad askanews i dettagli della "Grifone 2019". "L'esercitazione Grifone 2019 - ha detto - è organizzata periodicamente dall'Aeronautica Militare, itinerante su tutto il territorio italiano, dove ci esercitiamo a proiettare la capacità di comando e coordinamento il più vicino possibile all'area di emergenza creando di fatto un aeroporto campale, per fornire tutti i tipi di servizi per coordinare al meglio tutti gli elicotteri, coinvolgendo non solo gli elicotteri del comparto Difesa ma tutti gli elicotteri per lavorare insieme e sviluppare una sinergia standardizzata per la salvaguardia della vita umana". Askanews è salita a bordo di un elicottero Ab-212 dell'Aeronautica Militare per seguire dal vivo un'attività di ricerca e soccorso di un disperso, con l'intervento di una squadra del Soccorso Alpino. Si tratta di un tipico esempio di attività di ricerca e soccorso in ambiente montano. Ecco gli uomini che si calano con il verricello dall'elicottero. Poi iniziano la ricerca. Nell'ambito della "Grifone 2019" si è svolta anche l'esercitazione Eleos, che prevede la gestione post-incidente aeronautico, con un team dedicato alla ricerca e recupero di materiali e detriti, prevenzione infortuni, protezione ambientale, attività di polizia giudiziaria e gestione dello stress.

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Premier Starmer contestato a Londra: "Aggressore di ebrei, vergogna!"

Londra, 30 apr. (askanews) - Il primo ministro britannico Keir Starmer è stato contestato al grido di "aggressore di ebreo", "vergogna", "traditore", al suo arrivo a nord di Londra, nel quartiere di Golders Green, dove il giorno prima, davanti a una sinagoga, due cittadini britannici di religione ebraica sono stati accoltellati.

Radunata fuori dalla sede del servizio di ambulanze dell'organizzazione ebraica Hatzola - dove il mese scorso è stato registrato un incendio doloso che ha danneggiato 4 mezzi - la folla, dietro un cordone di polizia, ha esposto cartelli con la scritta "Keir Starmer, Jew Harmer" (Keir Starmer, aggressore di ebreo) e intonato cori contro il premier.

Da marzo la comunità ebraica di Londra è oggetto di una serie di attacchi che hanno preso di mira le zone a nord della capitale britannica, dove vive un gran numero di ebrei. A rivendicare la responsabilità della maggior parte degli attacchi - secondo SITE Intelligence Group - sarebbe stato l'Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya (HAYI), gruppo poco noto legato all'Iran.

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Malattia di Fabry: presentata a Roma la campagna "She SpeaXX"

Roma, 30 apr. (askanews) - É stata presentata a Roma la campagna "She SpeaXX", iniziativa promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell'Associazione Italiana Anderson-Fabry (AIAF) che accende i riflettori sulla Malattia di Fabry, una patologia rara e ancora poco conosciuta, e dunque poco diagnosticata, soprattutto tra le donne. L'obiettivo è di promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi, spesso sottovalutati.

La Malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene GLA. Fino a qualche anno fa, le donne erano considerate come portatrici sane della patologia, oggi è noto che circa l'80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia, con un ritardo diagnostico medio di circa vent'anni, spesso a causa di iniziali errori diagnostici. Ma che cos'è la Malattia di Fabry?

L'intervista a Irene Motta, prof.ssa associata di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano: "La Malattia di Fabry è una patologia ancora poco conosciuta, quindi il primo aspetto su cui dobbiamo lavorare è la consapevolezza da parte dei medici e di tutti gli operatori sanitari. Questo deve partire ovviamente dalla comunità scientifica, toccando le società scientifiche che possono essere coinvolte nelle manifestazioni cliniche della patologia, ma anche la scuola di medicina e tutte le scuole di specialità che possono poi portare i futuri specialisti ad incontrare la malattia di Fabry".

Ciò che colpisce è che ci sono donne che potrebbero non sapere di essere affette dalla malattia.

L'intervento di Stefania Tobaldini, Presidente AIAF: "Il messaggio importante che possiamo dare alle donne è quello di informarsi ed essere consapevoli, perché la conoscenza di quello che implica la patologia e dei rischi a cui si va incontro è sicuramente un modo per poter essere protagonista del proprio stato di salute e quindi affrontare con consapevolezza tutte le scelte che comporta la vita con questa patologia".

La campagna "She SpeaXX" nasce simbolicamente nel mese di aprile, interamente dedicato alla Malattia di Fabry, per informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti per migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate."

Il commento di Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean Chiesi Global Rare Diseases: "Questa importante iniziativa si dividerà ovviamente in due momenti principali. Il primo quello della divulgazione, quindi di far conoscere e riconoscere i sintomi di questa patologia che è la malattia di Fabry, che ancora ha ovviamente un grosso numero di pazienti non diagnosticati e di aspetti della patologia e, poi, quello del monitoraggio che ancora merita di essere discusso in questo tavolo. In particolare per la donna è necessario un monitoraggio ancora più attento, personalizzato e focalizzato su quelli che sono gli aspetti della sua patologia."

Il lancio della campagna ha stimolato un interessante momento di confronto tra clinici, associazione di pazienti e stampa, con l'obiettivo comune di aumentare conoscenza e consapevolezza sulla Malattia di Fabry, favorendo un percorso diagnostico più tempestivo ed equo. Oggi, per la scienza, le donne non sono più semplici spettatrici, ma pazienti a tutti gli effetti: la patologia può infatti determinare un notevole carico fisico ed emotivo, con effetti estesi anche al nucleo familiare. Dopo la diagnosi, è quindi fondamentale il confronto con un medico genetista o con uno specialista nelle malattie da accumulo lisosomiale, per supportare le pazienti e i caregiver nella gestione della malattia.

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Il Commissario UE Olivér Vàrhelyi in visita in Italia

Roma, 30 apr. (askanews) - Il Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Vàrhelyi, in visita in Italia per discutere di salute pubblica, sicurezza alimentare e competitività dei produttori europei. Durante la sua missione di due giorni, ha incontrato autorità nazionali e rappresentanti dei settori sanitario e agroalimentare.

La visita è iniziata a Parma, presso l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dove si è parlato del ruolo dell'agenzia nel garantire elevati standard di sicurezza alimentare e del pacchetto omnibus su alimenti e mangimi.

Successivamente, Vàrhelyi si è recato a Roma, dove ha incontrato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, affrontando anche il tema del rafforzamento dei controlli sanitari e fitosanitari nei porti e negli aeroporti.

La visita è proseguita con l'incontro con il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, focalizzato sulle priorità comuni in materia di sicurezza alimentare e competitività del settore agricolo europeo.

"Ho chiesto al Ministro Lollobrigida di rafforzare le autorità italiane riguardo ciò, e naturalmente siamo pronti a collaborare ancora più strettamente con l'Italia, e anche con altri Stati membri, in questo campo. L'Italia è un produttore alimentare e anche un fornitore alimentare molto forte per il mondo, e la qualità e la sicurezza alimentare italiane sono a un livello molto elevato. Ecco perché l'Italia è un partner chiave per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato Olivér Vàrhelyi, Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali.

"Per quanto riguarda l'Italia, abbiamo trovato in lui un punto di riferimento rispetto a quelli che sono interessi comuni della nostra Europa: proteggere l'ambiente, proteggere il benessere animale, proteggere l'economia e la produzione rispetto a un mondo globale che ha regole diverse dalle nostre. Anche nella riunione del 7 gennaio, che abbiamo svolto straordinaria a Bruxelles, ho trovato nel commissario Vàrhelyi un importante punto di riferimento." ha aggiunto Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

A seguire, il Commissario ha partecipato a una conferenza organizzata da Coldiretti sull'importanza di una dieta sana e sull'impatto degli alimenti ultra-processati, anche alla luce del Piano "Cuori Sicuri".

Ultime tappe all'Ospedale Agostino Gemelli, oltre a incontri istituzionali presso Parlamento e Senato, dove ha partecipato a un'audizione su temi europei, sanitari e agricoli. Infine, Vàrhelyi ha incontrato il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e rappresentanti di Confindustria per discutere della competitività nei settori farmaceutico, medtech e sanitario.

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Emergency: lo sbarco a Ortona di 68 naufraghi salvati da Life Support

Roma, 30 apr. (askanews) - Nelle immagini lo sbarco a Ortona dei 68 naufraghi portati in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, in due distinti interventi domenica 26 aprile nelle acque internazionali della zona SAR libica.

I due gommoni in pericolo soccorsi domenica scorsa viaggiavano separatamente ed erano entrambi inadatti ad affrontare la traversata del Mediterraneo, oltre che sovraffollati e privi delle dotazioni di sicurezza, ricorda Emergency. Sempre domenica, conclusi i due interventi, le autorità hanno assegnato alla Life Support il porto di sbarco di Ortona, a circa 745 miglia nautiche di distanza. Scelta che ha ritardato l'arrivo dei naufraghi in un posto sicuro e il loro accesso ai servizi essenziali.

"Dopo quattro giorni di navigazione le 68 persone soccorse, tra cui ricordo erano presenti anche donne, minori e una donna al nono mese di gravidanza, sono potute finalmente scendere a terra - afferma Gabriele Padovan, Comandante della nave SAR di Emergency - Ci auguriamo che tutti i naufraghi possano avere una vita migliore di quella che si sono lasciati alle spalle".

Tra le 68 persone soccorse 31 sono uomini, compresi 16 minori non accompagnati e 2 minori che viaggiavano con almeno un familiare, e 7 sono donne, tra le quali anche una giovane in stato di gravidanza.

"Durante i giorni di navigazione abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con le persone soccorse, di conoscere le loro storie, di prenderci cura di loro per drammi che durano da anni - racconta Crescenzo Caiazza, Medical team leader a bordo della Life Support di Emergency - Hanno un percorso migratorio alle spalle che ha lasciato segni sul corpo, cicatrici più e meno visibili, conseguenze delle torture subite all'interno dei centri di detenzione libici, delle percosse, o dei giorni in cui sono state lasciate nel deserto senza cibo, acqua, né riparo a cui non tutti sono riusciti a sopravvivere. A bordo abbiamo avuto alcuni casi particolarmente delicati, penso a una donna in gravidanza e ai bimbi piccoli, a cui abbiamo garantito l'assistenza sanitaria. Ora auspichiamo che l'Italia e l'Europa sappiano accogliere e offrire un futuro a queste persone".

Secondo l'ong, le persone soccorse sono originarie prevalentemente di Bangladesh, Somalia, Sudan e Sud Sudan.

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