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Porte aperte da McDonald's: idea di lavoro nel segno del talento

sabato 14 settembre 2019
2' di lettura

Milano, 13 set. (askanews) - Il talento come chiave per entrare nel mondo del lavoro e un'operazione di trasparenza verso il pubblico. Con l'occasione del Talent Day del 14 settembre, McDonald's apre in tutta Italia le porte dei propri ristoranti ai potenziali candidati e alla platea dei clienti, per raccontare come la storica catena è cambiata nel corso degli anni. Mario Federico, amministratore delegato di McDonald's Italia. "E' qualcosa di importante - ha spiegato ad askanews in riferimento al Talent Day - perché finalmente apriamo i nostri ristoranti e vogliamo mettere fine a questo mito sul lavoro da McDonald's, sono i nostri ragazzi, i nostri 24mila ragazzi e ragazze, che parlano del lavoro che fanno". Un lavoro di cui c'è anche una forte offerta, con ancora molte posizioni aperte per il 2019, delle quali ci ha parlato Massimiliano Maffioli, Chief People Officier per l'Italia: "In McDonald's - ci ha spiegato - oggi stiamo cercando mille persone per i nostri 600 ristoranti in Italia: abbiamo la figura del crew, che è la posizione d'ingresso, dove l'orientamento al cliente, la flessibilità, il dinamismo, il saper giocare di squadra sono elementi fondamentali. Cerchiamo persone che si occupino di assistenza ai clienti, quindi essere le prime persone a salutare all'ingresso e poi all'uscita, e che si accertano che l'esperienza all'interno del ristorante sia un'esperienza positiva: queste persone devono avere forti capacità relazionali, nonché curiosità, per capire i bisogni del cliente". Il punto di forza dei ristoranti, secondo i manager, sono però i lavoratori della crew, come Sara Zoccheddu. "Per diventare direttore o occupare le altre posizioni in McDonald's - ci ha detto - devi sapere fare bene il crew, devi saper fare ogni tipo di lavoro: stare in cucina, lavorare al drive, saper trattare le persone e i clienti". "McDonald's - ha aggiunto l'ad Federico - è cambiata totalmente in questi anni, oggi abbiamo delle persone che sono responsabili dell'accoglienza, come quando si accoglie un amico a casa. Accogliamo un milione di clienti ogni giorno e loro aiutano i clienti a fare l'ordine nei chioschi digitali, aiutano a trovare un tavolo o trasportare un bagaglio se hanno un bagaglio, aiutano i bambini e le famiglie a sedersi". Insomma, se una volta si parlava di ristoranti "fast", oggi il termine ricorrente è "soft", nel senso delle nuove competenze richieste ai lavoratori, ma anche di un'accoglienza che è concepita come parte integrante dell'esperienza legata ai ristoranti McDonald's. Accanto a questo l'azienda ha poi lanciato anche un programma di sostegno alla formazione dei propri dipendenti, con un investimento in tre anni di un milione e mezzo di euro.

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Centrosinistra, Salis: spero che Azione apra a dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) - "E' un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

"Devo dire - ha aggiunto Salis - che non è mai mancato l'appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l'appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un'assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo".

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: "Io sono per l'unione, sono per l'unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme".

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A Letterkenny, prima tappa irlandese, Jordan e Cian sono stati accolti da sostenitori, musicisti e runner locali. Uno dei cartelli ricordava l'impresa di Londra: "Non tutti gli eroi portano mantelli, alcuni portano frigoriferi".

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