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Nautica, con Vanadis di CCN la propulsione ibrida è protagonista

sabato 14 settembre 2019
3' di lettura

Roma, 13 set. (askanews) - Per la nautica mondiale, riunita in occasione dello Yachting Festival di Cannes, con replica a seguire al Salone di Monaco, la parola d'ordine è sempre più sostenibilità. Con l'Italia, ovviamente, protagonista. Così, nella magnificenza delle giornate di settembre in Costa Azzurra, emerge un'importante novità che segna un cambio di rotta significativo di CCN, il cantiere di Marina di Carrara. Avvicinando definitivamente il concetto della fruizione del mare, tipico della vela, alla navigazione su uno yacht a motore. Tutto questo grazie a Vanadis, quarta imbarcazione parte della famiglia Fuoriserie di CCN recentemente consegnato al suo Armatore, presentata proprio a Cannes in anteprima mondiale. Un 31m fully custom in alluminio capace di esprimere armonia architettonica, linee esterne dal sapore classico e senza tempo e contenuti tecnologici all'avanguardia, con grande attenzione ai temi di eco-sostenibilità ed efficienza ambientale. Il MY Vanadis è, infatti, il primo motoryacht Made in Italy ad aver ottenuto la certificazione "Hybrid Power" dal Lloyd's Register, risultato frutto di un'intensa collaborazione tra LR, CCN e Siemens, fornitore dell'impianto di gestione delle fonti di energia e fornitore delle batterie, per garantire la navigazione in diesel mode, diesel-electric o full electric per il massimo comfort e zero emissioni. Un importante risultato che consolida la reputazione di CCN in termini di flessibilità, qualità e innovazione. L'amministratore delegato di CCN, Ing. Diego Michele Deprati: "Vanadis rappresenta la veste di un cuore tecnologico a cui CCN sta lavorando da tempo. Un indirizzo di ecosostenibilità che verrà applicato a tutte le imbarcazioni progettate dal cantiere. Questa base tecnologica ibrida che abbiamo progettato l'abbiamo denominata eprop e ovviamente rappresenterà la base per la progettazione di nuovi yacht, in particolare con la nuova linea DOM 131 sulla quale sarà applicato anche questo nuovo sistema". Il centro di tutto, su Vanadis, è la timoneria, con la sua stazione di pilotaggio. Innovazione, tecnologia, semplicità d'uso. Per un mix di prestazioni assolutamente unico. Come conferma Alessandro Balzi, project manager del Vanadis: "Abbiamo unito l'aspetto tecnologico, che è il cuore di questa barca, anche ad una semplicità d'uso per il capitano e l'armatore. In modalità elettrica Vanadis è in grado di navigare ad una velocità ridotta quindi di 5 nodi per ben tre ore con sole batterie. In modalità diesel elettrica, quindi con i generatori a giri variabili di cui l'unità è dotata può raggiungere le 7500 miglia nautiche di autonomia". Dal cuore propulsivo ibrido all'allestimento, ovviamente customizzato: cabina master e 2 cabine ospiti sul ponte inferiore, ampio salone con grande divano a L, area pranzo e cucina a vista occupano gli spazi coperti del main deck, alle spalle della timoneria. All'esterno, a prua e poppa su questo stesso ponte, trovano posto 2 comode zone conversazione. Una seconda stazione di pilotaggio è situata sul fly bridge, interamente dedicato alla vita all'aria aperta con lettini prendisole, zona bar e area pranzo. Sia la disposizione che lo stile degli interni sono stati completamente personalizzati secondo le esigenze e i desideri specifici dell'Armatore, per un design altamente funzionale e confortevole. Da segnalare ancora che Vanadis ha ricevuto la nomination nella categoria "Innovation Trophy"al World Superyacht Trophy 2019. Non c'è solo ibrido comunque nella ricerca e sviluppo di CCN, dal 2011 proprietà del Gruppo Gavio insieme ai marchi Baglietto e Bertram. Come conferma l'amministratore delegato Deprati: "CCN è presente non solamente con l'ibrido ma anche nelle barche ad altissima prestazione. Abbiamo ad esempio in produzione un'altra barca di 43 metri con tre motori a idrogetti, evoluzione di barche precedenti già realizzate dal cantiere con queste caratteristiche".

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Bonifica Graffignano, Stravato: momento concreto riscatto AD

Roma, 30 apr. -"L'avvio di questo cantiere rappresenta un momento concreto di riscatto ambientale per Graffignano e per l'intera Valle del Tevere. Interveniamo su un sito che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e illegalità, restituendo sicurezza ai cittadini e dignità al territorio. Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro coordinato tra istituzioni e operatori qualificati, possiamo finalmente affrontare in modo risolutivo una ferita aperta da oltre vent'anni. Il nostro obiettivo è non solo rimuovere i rifiuti, ma ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica".

Lo dichiara l'Amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato in occasione dell'avvio dei lavori di bonifica di 20.000 tonnellate di rifiuti tossici nella valle del Tevere. Partito infatti il cantiere per cancellare il disastro ambientale, termine lavori entro il 30 giugno, secondo nuove scadenze PNRR.

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Sogesid, Graffignano: bonifica 20.000 tonnellate rifiuti tossici

Roma, 30 apr. - Iniziati i lavori di bonifica per cancellare l'incubo dei rifiuti tossici nel Comune di Graffignano (VT). L'avvio dell'intervento rappresenta la svolta attesa da decenni per la messa in sicurezza e la riqualificazione della Valle del Tevere, interessata nei primi anni 2000 dallo smaltimento illecito di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici.

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I lavori avranno una durata di 29 giorni naturali e consecutivi e saranno realizzati nell'ambito dell'Accordo di Programma per la bonifica dei siti orfani, sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. L'intervento è finanziato con 13 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede, come obiettivo finale della misura, la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d'Azione. "Dopo oltre vent'anni la ferita aperta nel cuore della Valle del Tevere può finalmente iniziare a rimarginarsi". Lo afferma l'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati.

"L'avvio del cantiere per la bonifica del sito orfano del Pascolaro - spiega - rappresenta un passaggio cruciale e decisivo per mettere finalmente fine a una delle emergenze ambientali più critiche della provincia di Viterbo e segna l'inizio di una nuova fase, fondata sulla tutela dell'ambiente, sulla sicurezza dei cittadini e sul recupero al territorio. Un ringraziamento, infine, a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, per il contributo tecnico e operativo che ha reso possibile l'avvio di questo importante intervento di bonifica", conclude il presidente Rotelli.

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Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

Gli Stati Uniti, che erano già passati da una situazione "abbastanza buona" a una "problematica" nel 2024, anno della rielezione di Donald Trump, sono scesi di altre sette posizioni a 64, si legge nel rapporto. La Russia di Vladimir Putin è al 172esimo posto. L'Italia passa dalla posizione 49 alla 56. La Germania è 14esima, la Francia 25esima. Il peggior crollo nella classifica nel 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere.

Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".

E Cedric Alviani, a capo di Rsf per l'Asia orientale ha specificato: "La libertà di stampa non significa che i media hanno il diritto speciale di fare ciò che vogliono. Non significa che i proprietari dei media, ovvero i gruppi che possiedono i mezzi di informazione, hanno il diritto di utilizzare i media come desiderano per il proprio tornaconto. Questa non è libertà di stampa".

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La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) - La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell'estetica per il progetto di arte pubblica "Marea", allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

"Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova - ha detto l'artista ad askanews - perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza".

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d'acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all'intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

"Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l'acqua - ha aggiunto Melissa McGill - si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l'energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi".

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell'artista sempre ispirate al tema dell'acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l'arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

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