CATEGORIE

Trump alla frontiera con il Messico: muro questione di buon senso

sabato 12 gennaio 2019
2' di lettura

McAllen, Usa (askanews) - "Il muro al confine tra Stati Uniti e Messico è una questione di buon senso", parola del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in visita lampo a McAllen, città texana alla frontiera con il Messico, accolto dalle manifestazioni di detrattori ma anche di molti sostenitori. Obiettivo del viaggio di appena due ore: difendere ancora una volta il suo progetto di "muro", fonte di un acceso conflitto con i democratici che sta provocando una parziale paralisi dell'amministrazione federale. "C'è bisogno di una barriera, c'è bisogno di un muro. Senza, non ci saranno che problemi. E la morte, molte morti", ha sottolineato Trump, con in testa un vistoso un berretto bianco con su scritto "Make America Great Again" (Rendi di nuovo grande l'America). "Dicono che il muro sia una soluzione medioevale ma è come la ruota; se la ruota ancora funziona, anche il muro funziona. Non c'è niente come un muro", ha poi aggiunto durante una tavola rotonda, parlando di migranti illegali che approfittano, secondo lui ,di zone "dove è impossibile determinare se si è in Messico o negli Stati Uniti". Trump reclama 5,7 miliardi di dollari per l'opera promessa con forza durante la sua campagna elettorale. I suoi avversari si rifiutano categoricamente di sbloccare fondi per un progetto che reputano "immorale", costoso e non efficace. Di fronte allo stallo, Donald Trump ha ripetuto che potrebbe invocare una procedura di "emergenza nazionale", pur non escludendo di poter trovare un accordo in extremis con il Congresso. Una decisione del genere, tuttavia, conferendo al presidente poteri straordinari, rischierebbe di provocare una ulteriore tempesta politico-giudiziaria negli Stati Uniti.

tag

Ti potrebbero interessare

M.O., all'aeroporto di Dubai primi passeggeri in partenza

Dubai, 3 mar. (askanews) - Passeggeri in attesa fuori dall'aeroporto di Dubai lunedì sera, mentre le autorità hanno annunciato la ripresa di un numero "limitato" di voli, tre giorni dopo le cancellazioni seguite allo scoppio della guerra in Medio Oriente.

TMNews

Iraniani a New York: torneremo e ricostruiremo, molta strada da fare

New York, 3 mar. (askanews) - A Times Square fra bandiere e slogan, ragazze e ragazzi iraniani festeggiano la morte dell'ayatollah Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre 30 anni, reprimendo ogni protesta contro il regime nel sangue.

"Sebbene abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, grazie a Netanyahu e al presidente Trump, c'è ancora molta strada da fare e dobbiamo ancora realizzare la transizione giusta", dice un'iraniana, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Israele e Usa sull'Iran.

"Nel momento in cui (l'Iran) sarà libero, la maggior parte di noi da tutto il mondo tornerà indietro. Questo è stato il primo motivo per cui molti di noi hanno effettivamente lasciato il Paese, perché hanno rovinato la nostra economia, hanno oppresso le donne, hanno commesso ogni sorta di violenza contro persone innocenti, ed è per questo che siamo usciti da quel Paese. Ma torneremo, torneremo con orgoglio e ricostruiremo ciò che hanno rovinato", dice un'altra manifestante.

TMNews

Cina chiede di fermare escalation: garantire sicurezza Stretto Hormuz

Pechino, 3 mar. (askanews) - La Cina sollecita tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, evitare un'ulteriore escalation e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il prezzo del petrolio non arresta la sua crescita e le Borse europee registrano un altro avvio pesante con l'intensificarsi della guerra in Medio Oriente.

"La sicurezza energetica è molto importante per l'economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell'approvvigionamento energetico", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

"La Cina esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari - ha proseguito - a evitare un'ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull'economia mondiale".

TMNews

Fuga dall'Iran, gli afgani usciti dal Paese: è il caos

Teheran, 3 mar. (askanews) - In fuga dall'Iran, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele. Al confine con l'Afghanistan si affollano sempre più persone che scappano dai missili, raccontando il caos.

"La situazione, che ho visto con i miei occhi, è paragonabile a una guerra. Giorno e notte, entrambe le parti lanciano missili", dice un afgano. "La situazione era diventata molto grave, soprattutto intorno alle stazioni di servizio, dove il traffico era intenso. La maggior parte delle persone si dirige verso centri più piccoli perché la situazione nelle grandi città è pessima", racconta un altro.

TMNews