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Agenda 2030, Frey: cresce l'impegno, ma molto ancora da fare

sabato 29 settembre 2018
2' di lettura

Milano, (askanews) - Sostenibilità e Agenda 2030 dell'Onu sullo sviluppo sostenibile: per l'Italia una scommessa aperta. Il nostro Paese è al 30esimo posto nelle diverse classifiche internazionali che misurano l'adesione, con iniziative concrete, agli obiettivi indicati; e i segni "più" che riesce ad attribuirsi in ambito ambientale sono sì il riscontro di importati risultati raggiunti, ma rispetto ad una situazione di partenza molto svantaggiata. Per contro il l'Italia fa anche registrare un'alta sensibilità ai temi della sostenibilità da parte dei cittadini; e moltissime aziende si sono mosse già da diversi anni con scelte strategiche che fanno segnare punte di eccellenza. Segno che gli attori più attivi nel società civile e nel mondo del produzione guardano alla sostenbilità come variabile strategica nelle loro scelte. "Anche nel nostro Paese, se consideriamo quanto si guarda all'Agenda 2030 con una strategia complessiva di sviluppo, possiamo esser piuttosto soddisfatti- dice Marco Frey, presidente fondazione Global Compact Italia - Se andiamo a vedere quanto questa si è tradotta in politiche, e qui la carenza sul lato istituzionale si evidenzia molto di più che in altri Paesi, o in capacita di fare sistema tra quei diversi attori che dicevamo in precedenza allora la trada da fare è ancora tanta". Un'occasione per valutare in prima persona come le componenti più attive del nostro Paese si rapportano con la sostenibilità è offerta dal Salone della CSR e della innovazione sociale in programma a Milano, in Bocconi, dal 2 al 3 ottobre 2018. Il Salone quest'anno articola le proposte di confronto per le 185 organizzazioni partecipati su sei "rotte della sostenibilità": Circular economy; Diversity & Inclusion; Finanza responsabile; Innovation & Change; Processi e filiere sostenibili; Smart community & Smart city. "Le rotte sono chiaramente alcune delle sfide chiave più o meno esplicite all'interno del modello di sviluppo sostenibile - spiega Frey - Facciamo un esempio per comprendere perché vale la pena portare dentro al Salone tutti gli attori per ragionare, per confrontare best practices, e lanciare idee innovative nell'ambito di queste sfide. La prima sfida è quella che in Italia, dal punto di vista del settore industriale, è stata chiamata 'Industria 4.0'. Industria 4.0 ovvero il cambiamento della quarta rivoluzione industriale dal punto di vista dei processi innovativi nell imprese e nel sistema economico che si accompagnano alla digitalizzazione: come si coniuga questa sfida con quella della sostenibilità? Come si unisce alle sfide dell'economia circolare?". Nei due giorni di lavoro al Salone sono in programma 85 eventi ai quali parteciperanno 300 relatori per dare vita al più grande evento nazionale di confronto, analisi e progettualità su cosa fare per rendere il nostro modo di vivere più responsabile e sostenibile.

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