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Un Codice di comportamento e due Premi per il recupero crediti

sabato 27 gennaio 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - Circa 70 miliardi di crediti gestiti, per oltre 36 milioni di posizioni, con crediti recuperati per oltre 8 miliardi: è l'identikit di Unirec, l'Unione nazionale delle imprese a tutela del credito, aderente a Confindustria, che associa oltre 200 aziende con quasi 20 mila addetti. "L'utilizzo dei servizi di recupero crediti - dice il presidente di Unirec Marco Pasini - è molto diffuso. E' evidente che il maggior utilizzo viene fatto dalle grandi società che hanno moltissimi clienti, nel settore delle tlc o dell'energia, ma anche da imprese industriali. Il mondo bancario e finanziario è da sempre uno dei nostri maggiori clienti e in questi ultimi anni, col problema dei crediti incagliati, delle sofferenze e delle nuove regole dell'Ue e della Bce sta generando nuove tipologie di servizi. "C'è un retaggio negativo sul nostro ruolo - prosegue Pasini - ma non siamo i cattivi di turno. Il nostro è un approccio negoziale, che può avvenire attraverso una telefonata o la visita di un agente esattivo, con metodi non coercitivi e che in molti casi consente di trovare per i debitori delle soluzioni che diversamente non si sarebbero potute trovare. Con 8 associazioni di consumatori abbiamo creato una Fondazione per qualificare l'attività delle nostre imprese e dei nostri operatori. "0Ci siamo dati un Codice etico di comportamento, anche per sopperire alla scarsa regolamentazione del settore, un Codice che è stato molto apprezzato a livello europeo. L'attuazione del Codice prevede la presenza di organizzazioni che tramutino questi impegni in atti concreti: la nostra associazione, che raggruppa il 90 per cento delle imprese del settore ha fatto dell'attuazione concreta del Codice uno dei suoi impegni prioritari. Abbiamo anche istituito due premi, uno per la migliore azienda e uno per il migliore operatore del settore, che verrano scelti e premiati in maggio nel corso del nostro incontro annuale, per sottolineare il fatto che le buone pratiche non basta scriverle, debbono essere attuate concretamente".

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