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A Porto Alegre la sentenza d'appello per Lula: "Mi temono"

sabato 27 gennaio 2018
2' di lettura

Porto Alegre, (askanews) - Una Corte d'appello in Brasile è chiamata a esprimersi sulla condanna a quasi dieci anni di carcere - per corruzione - dell'ex capo dello stato Lula, che potrebbe mettere fine all'ambizione di ricandidarsi alle presidenziali di ottobre del principale favorito dei sondaggi. Un Brasile molto polarizzato trattiene il respiro in attesa della decisione di tre giudici di Porto Alegre. Migliaia di simpatizzanti di Luiz Inacio da Silva, ma anche suoi avversari feroci, sono arrivati in questa città nel sud del Paese, in un clima teso che lascia presagire scontri. A un raduno di simpatizzanti l'ex presidente ha dichiarato: "Questo è il motivo per cui sono tranquillo, ho la tranquillità degli innocenti, di chi non ha commesso reati. Non so se hanno paura di Lula che torna nel 2018. Non so se è paura, ma se è paura, va bene". Confermando - l'opzione considerata più probabile - o ribaltando la pena a nove anni e mezzo di reclusione per corruzione o riciclaggio di Lula, la corte d'appello di fatto determinerà la configurazione delle presidenziali del prossimo ottobre in Brasile. "Solo una cosa mi fermerà dal fare ciò che sto facendo e quello sarà il giorno che non ci sono più, il giorno che morirò. Perché se sono qui un altro anno, 10 anni, 15, o solo un giorno, potete stare sicuri che sarò nelle strade di questo paese a lottare per una società giusta, una società egualitaria, una società in cui le persone sono orgogliose del loro paese". Ma anche se la condanna di Lula fosse confermata, è probabile che l'ex presidente eviti il carcere e possa fare campagna elettorale. I numerosi ricorsi possibili fanno in modo che la situazione dell'icona della sinistra possa non essere chiarita prima di molti mesi, lasciando aleggiare ancora per molto tempo nubi sulle elezioni presidenziali più incerte in Brasile dal ritorno della democrazia nel 1985.

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